8. Manutenzione Patrimonio, Pubblico decoro e rispetto per le tradizioni.
Perseguire le affissioni ed il deturpamento indiscriminato di segnali stradali, semafori, croci, figurine, fontane, panchine, verde pubblico. Ripulire sistematicamente i camminamenti e l’ area ex-ferrovia. Far rispettare il regolamento comunale di igiene pubblica (ad esempio in materia di cani: non è igienico ne civile che, chi possiede animali da compagnia, li porti a fare i bisogni sui marciapiedi, nei parchi, ecc. o li faccia scorazzare in giro da soli). Cercare una soluzione definitiva al problema dell’erba sulle mura del castello di Saltara. Tagliare sistematicamente l’ erba ai bordi delle strade e nelle aree di verde pubblico, intervenire sui privati per le aree non pubbliche, fare manutenzione agli alberi e rimuovere i rovi. Cura dei marciapiedi non cementati, abbellimento e cura di rotatorie e sparti traffico. Sensibilizzare i privati per la pulizia ed il pubblico decoro di aree ed edifici degradati sotto gli occhi di tutti. Creare bagni pubblici aperti anche di notte, con telecamera davanti all’ingresso per perseguire gli eventuali vandali. Cura dei luoghi pubblici per eccellenza come parchi e giardini, fonti, fontane, lavatoi, croci, figurine, tradizionalmente luoghi di ritrovo e memoria storica della comunità. Cura di tutti i “reperti” di pregio, di antiquariato o di semplice valore tradizionale, che vengono rimossi in occasione di lavori di manutenzione, e che spesso vengono dimenticati e smarriti, se non addirittura trafugati. Affrontare il problema del randagismo dei cani e gatti, sensibilizzando l’ opinione pubblica, ed informando sui servizi veterinari di base “gratuiti” (sterilizzazioni, vaccinazioni, profilassi) ai cittadini che intendano “adottare” dentro o fuori casa questi animali.
Orti sociali:
Piccoli appezzamenti di terreno agricolo da assegnare ai cittadini perché lo adibiscano ad orti, senza scopo di lucro, per procurarsi prodotti da destinare al consumo familiare.
Il Comune deve provvedere anche avvalendosi di altri soggetti per le varie procedure:
a) alla predisposizione e all’organizzazione dell’area, opportunamente recintata, con l’individuazione degli orti, e alla dotazione di relativi locali per il ricovero attrezzi, nonché alla predisposizione della rete d’irrigazione;
b) all’assegnazione degli orti tramite specifico bando pubblico;
c) alla messa a disposizione di contenitori di compostaggio per il riciclo dei resti vegetali di cucina, erba ecc. L’assegnatario dell’orto si considera l’intero nucleo familiare anagrafico del richiedente, pertanto potrà essere assegnato un solo orto per ciascun nucleo familiare richiedente
Ogni assegnatario è tenuto a:
a) utilizzare tecniche di coltivazione naturale o biologica o biodinamica, che valorizzino la fertilità del suolo con la rotazione delle colture;
b) non utilizzare prodotti chimici ma sostituire:
− diserbanti e antiparassitari con macerati vegetali,
− concimi chimici con fertilizzanti ottenuti per compostaggio di resti vegetali e/o letame;
c) mantenere l’orto assegnato in uno stato decoroso curando anche la pulizia da erbacce e altro dei passaggi secondari tra una commessa e l’altra;
d) munirsi, per la coltivazione, di un’attrezzatura personale che dovrà essere custodita nel ricovero attrezzi della cui chiave sarà responsabile;
e) usare per l’irrigazione solo acqua proveniente dai pozzi artesiani;
f) non costruire baracche o altre costruzioni ed utilizzare solo i servizi messi a disposizione dal Comune, sono ammesse le serre fino ad un metro di altezza;
g) non vendere i prodotti ottenuti a terzi, ma destinarli al consumo familiare;
h) non concedere ad altri, sotto nessuna forma, l’utilizzo del terreno assegnato;
l) consentire la libera circolazione pedonale lungo i passaggi principali secondari tra una commessa e l’altra;
m) non dare molestia al vicinato;
n) comunicare tempestivamente un’eventuale rinuncia all’utilizzo dell’orto;
o) riconsegnare immediatamente le chiavi a fine assegnazione o dopo la rinuncia totale dell’orto.
Allevamento Animali:
Incentivare e valorizzare l’ allevamento degli animali in campagna, nel rispetto per l’ ambiente, per i cittadini, ed in maniera regolamentata ed armonizzata con i regolamenti edilizi, e di igiene pubblica, anche per quanto riguarda le norme urbanistiche relative alla costruzione di capanni per ricovero animali. Per un paese più vivo, per incentivare lo scambio di beni e merci, in un periodo con l’ economia in forte calo. Per incentivare l’ amore, il rispetto e la conoscenza degli animali, anche da parte dei bambini. Per il recupero di pratiche tradizionali della nostra terra. Si ritiene necessario semplificare le complicazioni burocratiche che si pongono innanzi a chi vuole allevare animali, anche solo per la produzione in proprio di sani alimenti (uova, miele, latte, ecc.). Questo in ossequio alle seguenti norme:
1) rilasciare permessi per costruzione di ricoveri per animali la cui superficie debba essere proporzionata all’estensione del fondo agricolo in cui nascerà.
2) vincolare il permesso di costruzione all’ uso strettamente zoologico ed alla permanenza di animali; pena la revoca e rimozione della costruzione.
3) procedure semplificate per la concessione di autorizzazioni
4) i ricoveri per gli animali dovranno essere sottoposti alla valutazione di una commissione, e ben integrati nell’ambiente
5) permettere la vendita e/o scambio delle eccedenze di produzione
6) attivarsi affinché controlli sanitari ove richiesti, non siano esosi e disincentivanti