Massima allerta, attenzione, e controllo. Arginare l’ urbanizzazione di massa, l’ edilizia intensiva, la speculazione, gli arricchimenti improvvisi, pur nel rispetto delle attività imprenditoriali edilizie, del loro indotto e dei lavoratori che vi operano. Adozione di tutti i possibili strumenti urbanistici e legislativi/regolamentari, di tutte le possibili attività di controllo e monitoraggio, per una maggior attenzione e cura dell’ estetica degli edifici, del “bello”, della vivibilità e della socialità degli edifici. Moralizzazione nell’ ambiente che gira intorno agli interessi dei costruttori attraverso rigorosi controlli anche delle opere già compiute ed in corso d’opera. Tutelare il poco verde rimasto. Tutelare innanzi tutto l’ interesse pubblico, ovvero viabilità, parcheggi, marciapiedi, mobilità, sicurezza, barriere architettoniche, ecc. Prevedere parcheggi nei quartieri totalmente sprovvisti ed in generale su tutte le lottizzazioni, che anche se nuove prevedono spesso pochi parcheggi, strade strette e marciapiedi stretti. Mettere sempre in relazione nuove edificazioni, con l’ impatto che il conseguente aumento di abitanti avrà sui servizi e sulle infrastrutture comunali. Verificare quindi attentamente le scelte edificatorie considerando il loro impatto ambientale ed il rispetto degli standard urbanistici relativi a verde pubblico, servizi, edilizia popolare, viabilità, parcheggi, marciapiedi. Scrupoloso rispetto dei regolamenti edilizi, attraverso controlli e sanzioni da parte del personale comunale, oltre che per le nuove costruzioni anche per lavori di ampliamento, modifica, completamento. Valutare azioni per il recupero urgente degli edifici privati in degrado come l’ ex-cinema Metauro, e il Castello di Calcinelli (nel parco), destinabili a fini di pubblica utilità. Tutelare palazzi e case preesistenti alla cementificazione. Tutelare la vivibilità, la salubrità e la sicurezza degli opifici e dei luoghi di lavoro, e delle zone ove questi sono collocati, con attenzione al verde, ed alle opere di urbanizzazione a loro servizio. Mettere in campo azioni e interventi possibili per la tutela della privacy nei pubblici uffici, anche attraverso provvedimenti e regolamenti, che dichiarino incompatibili ed inadeguati certi locali allo svolgimento di funzioni pubbliche (ad esempio studi medici dai muri di cartongesso senza il minimo isolamento acustico fra studio medico e sala d’ attesa, oppure l’ ufficio postale di Saltara nel quale manca completamente lo spazio per il pubblico che fa la fila).
Piano Regolatore:
l’ intangibilità dei diritti acquisiti è spesso il vero problema dell’ urbanistica, perché costringe a pagare gravi conseguenze di scelte vecchie di decenni, che si sono rivelate palesemente sbagliate. Proveremo anche a sfatare il tabù dei “diritti acquisiti”, tramite trattative privato-comune in primis, ma anche facendo tutto il possibile ed in tutte le sedi e con tutti i mezzi, per tutelare degli interessi generali, in quanto riteniamo questa una battaglia di civiltà che vorremmo condividere con tutti i cittadini di Saltara e non solo.
Il consiglio comunale, come ha potere di attribuire diritti (ed enormi benefici economici), in presenza di stato di fatto non modificato e non oggetto di convenzioni già stipulate, ha anche potere di revocare degli stessi diritti. Useremo lo strumento della variante al prg, in tutti questi casi per tentare di restituire ai cittadini, un paese più verde e più vivibile, e di correggere ove possibile scelte che si sono rivelate palesemente a sfavore degli interessi di tutti ed a favore di quelli di pochi.
Avvengono speculazioni e commerci immobiliari “virtuali” basate sulle destinazioni d’ uso previste sulla carta, prima ancora che tale uso ne venga fatto. In pratica ciò che è avvenuto nella finanza e che sta mandando a rotoli l’ economia, ove tutto era basato sulla carta e non sulla economia reale. Useremo lo strumento della variante al prg, anche in questi casi, per restituire ai cittadini un paese più verde e più vivibile, riportando il più possibile lo “stato di mappa” allo “stato di fatto”, comprese aree edificabili su cui vi sono coltivazioni agricole in atto.
Si farà il possibile, sostenibilità economica permettendo (minor gettito ICI e di conseguenza minori disponibilità per i servizi), perchè destinazioni d’ uso approvate solo sulla carta, ma diverse dallo “stato di fatto”, diventino effettive ai fini dei benefici e degli oneri economici, solo in presenza di convenzioni e progetti presentati ed approvati, e solo ad inizio lavori.
Il nuovo PRG basato su stime statistiche di crescita della popolazione, di 1.300 abitanti nei prossimi 10 anni, ha istituito nuove lottizzazioni ove prevede di ridurre di circa il 50% gli indici di edificabilità ed di aumentare gli oneri di urbanizzazione e le opere pubbliche a carico del costruttore, che risulterà così disincentivato. Siamo d’ accordo con questa impostazione, anzi proveremo a disincentivare ulteriormente, o a riportare tali aree residenziali a verde pubblico o verde privato, ritenendo la crescita di 1.300 abitanti assolutamente insostenibile per le infrastrutture ed i servizi comunali.
Il PRG vigente prevede già l’ enormità di 27 ettari di zona industriale (cosiddetta Laghi 3) fra quella attuale di via Laghi e Calcinelli, per il momento ancora a “grano” e “vigna”. Tale scelta fu fatta in funzione della realizzazione del nuovo svincolo della superstrada, per scaricarne l’ esorbitante costo, insostenibile da un comune come il nostro, per 2/3 sui privati. Le convenzioni sono già stipulate e difficilmente riusciremo ad intervenire su questo, ma siamo convinti che scelte eclatanti ed ai limiti della sostenibilità come questa (come anche per “La piazza”), e’ indispensabile concordarle e condividerle prima con la popolazione, anche con un referendum.
L’assessore all’ urbanistica dovrà necessariamente avere esperienze e competenze specifiche sul settore, se necessario anche tecnico esterno non-eletto. Coinvolgimento di professionisti competenti ed esperti con pari opportunità e senza discriminazioni per quelli locali e per quelli dalle opinioni politiche non convergenti con quelle della maggioranza dell’Amministrazione.