Archivio delle Categorie: 04. Personale e Rapporti con il pubblico

Personale e Rapporti con il pubblico. Come modificato dopo la riunione del 13 marzo 2009

Personale e rapporti con il pubblico: coinvolgimento e motivazione, attenzione alla vivibilità dell’ ambiente di lavoro, alla continua formazione e aggiornamento, alla disponibilità delle nuove-tecnologie e di strumenti ed attrezzi di lavoro efficienti ed appropriati. Uso circostanziato delle consulenze esterne e solo in stretto contatto con i dipendenti a beneficio della loro crescita professionale. Introduzione nei limiti del possibile consentiti dai contratti collettivi della Pubblica Amministrazione, di incentivi meritocratici. Attenzione al turn-over: il personale collocato in pensione dovrà essere rimpiazzato per fare in modo che i servizi non ne risentano, pensare alla gestione del personale in forma associativa fra comuni, per valorizzare le professionalità presenti a beneficio di un comprensorio di comuni, con una ricaduta sui minori costi del personale, voce questa preponderante nelle amministrazioni pubbliche. Trovare una locazione per i mezzi del comune: una struttura coperta che assicuri pulmini, camion, escavatori, ecc. da intemperie furti ed atti vandalici.

Rendere il servizio al pubblico da parte degli uffici comunali, certo e dignitoso. Se necessario anche limitando gli orari per le chiamate telefoniche, e gli orari di apertura al pubblico degli uffici.

Prevedere per entrambi i servizi, orari comodi anche per chi lavora, comprese anche “finestre” pomeridiane.

Garantire in tutti i modi la presenza nei giorni e orari stabiliti e pubblicati (a cominciare dagli amministratori) ed in caso di impedimento organizzare la supplenza. Garantire la puntualità, la disponibilità, e la cortesia, in un profondo e sincero “rispetto” per i cittadini che fruiscono dei servizi sia “allo sportello” che al telefono.

Per gratificare gli impiegati ligi al loro dovere, e responsabilizzare gli altri, mettere in evidenza agli sportelli pubblici il nome dei responsabili del servizio in ordine gerarchico e relativi numeri di telefono, affinchè il cittadino/utente sappia a chi rivolgersi trovando chiuso, o non avendo un servizio soddisfacente

Corrado Grottaroli. Emendamento su Personale e Rapporti con il pubblico

Argomento: Personale e rapporti con il pubblico

Aggiungere la Frase:

Per gratificare gli impiegati ligi al loro dovere, e responsabilizzare gli altri, mettere in evidenza agli sportelli pubblici il nome dei responsabili del servizio in ordine gerarchico e relativi numeri di telefono, affinchè il cittadino/utente sappia a chi rivolgersi trovando chiuso, o non avendo un servizio soddisfacente

AnonimoC. Emendamento su Personale e rapporti con il pubblico

Argomento: Personale, rapporti con il pubblico.

Aggiungere quanto segue:

Rendere il servizio al pubblico da parte degli uffici comunali, certo e dignitoso. Se necessario anche limitando gli orari per le chiamate telefoniche, e gli orari di apertura al pubblico degli uffici.

Prevedere per entrambi i servizi, orari comodi anche per chi lavora, comprese anche “finestre” pomeridiane.

Garantire in tutti i modi la presenza nei giorni e orari stabiliti e pubblicati (a cominciare dagli amministratori) ed in caso di impedimento organizzare la supplenza. Garantire la puntualità, la disponibilità, e la cortesia, in un profondo e sincero “rispetto” per i cittadini che fruiscono dei servizi sia “allo sportello” che al telefono.

Franco Cenerelli. Azione civica diffusa.

Bravo Rodolfo, è da qui che si deve iniziare a cambiare le cose, non dall’eventuale inasprimento delle regole ma da un’azione civica diffusa che porti a far rispettare quelle già esistenti.
A quelli più “deboli” che non sono inclini a “combattere” magari per timore di “rappresaglie” contro sè e contro i propri familiari, occorrerà fornire tutta l’assistenza possibile, un’associazione che esaminerà le varie situazioni e, perchè no, potrà usarle come “arma” per combattere i disservizi.
Io stesso, entro le mie possibilità, non ho mai disdegnato il rompere le scatole agli speculatori ed ai corrotti ma certo, non ho il dono dell’ubiquità per cui, se vedo il rischio per una quercia vicino a casa mia, possono sfuggirmi altri cento casi anche più gravi di abusi, speculazioni, disservizi.
Essere collettore di malcontento potrebbe fornire spunti preziosi per cento battaglie.
Insomma, di associazioni di consumatori, ambientaliste ecc. ce ne sono, il problema è che spesso considerano le segnalazioni che gli giungono, delle rotture di scatole di cittadini perditempo e non risorse necessarie a portare avanti la propria lotta.

Corrado Grottaroli. Risposta a Santini.

Per Rodolfo: (sarò sintetico)
Certo anche quì ti do ragione, ma io penso e ho visto che non siamo ,per fortuna, tutti uguali e mi metto forse un pò troppo spesso dalla parte di chi è più debole (lo sarò anch’io?) e allora che facciamo?

Rodolfo Santini. Come accostarsi al dipendente pubblico.

Per contribuire alla discussione, ritengo che sia necessari anche da parte del cittadino, un senso civico abbastanza maturo, che noi italiani non abbiamo, anzi, solitamente ci accostiamo al dipendente pubblico con servilismo, invitamdolo al caffè, oppure paventando ricompense. Eppure costoro sono al servizio della collettività, e tale atteggiamento induce a credere di avere un potere in mano da esercitare, non di dover essere al servizio degli altri. L’anno scorso mi sono trovato all’ospedale di Pergola per una visita specialistica di un mio anziano congiunto; dopo mezz’ora dall’orario stabilito, chiedo notizie della ragione della assenza del medico ma nessuno mi sa dire nulla; dopo un’ora di vane attese, chiedo di parlare col direttore responsabile, che viene rintraccato in montagna, ma non mi spiega l’assenza del medico; alla fine spazientito, chiamo i carabinieri per denunciare la interruzione del servizio pubblico. Dopo un fuggi fuggi dei presenti, ma passano il direttore generale e mi fissaper il giorno dopo un appuntamento gratuito, con tante scuse del medico specialista ma cafone. Cosa voglio dire con ciò: che i diritti vanno esercitati, che davanti ad un dipendente pubblico pokerista, vanno fatti valere i propri diritti battendo i pugni sui tavoli e non girare i tacchi e stare zitti. Se siete a conoscenza di dipendenti che timbrano ed escono a fare spesa, (come dovere morale) costoro vanno denunciati al superiore che è direttamente responsabile. Ma se tutti giriamo il capo dall’altra parte facendo finta di non vedere per non avere grane, è chiaro che i disonesti “inquinano”tutti i dipendenti volenterosi e capaci. Se poi mi “picco”, ho diritto di reagire in tal modo perchè da persone di una certa sensibilità sociale, come ritengo che siate, pretendo più consapevolezza. Infine voglio predisare che lo straordinario di un vigile del fuoco, dipendente pubblico, è di 6,50 Euro all’ora…mentre gli stipendi, anche dei lavoratori privati, sono i più bassi d’Europa. Se le guerre non si vincono, non è colpa dei soldati male equipaggiati, ma dei generali che non sanno comandare le truppe!!!

Corrado Grottaroli. Risposte

Per Rodolfo Santini:
Se quello che dici è per mettemi/ci al corrente di come funziona nel tuo lavoro ti ringrazio e posso solo non essere d’accordo, ma d’accordissimo; compreso il giudizio sul ministro da quattro soldi( se venduto! Ma di grande valore economico che percepisce!).Ma non capisco che centra il tutto con l’impiegato “pokerista” o altri che si fanno timbrare il cartellino mentre loro vanno a fare la spesa(per esempio), o di altre situazioni simili che portano inefficienza nel servizio pubblico. Poi possiamo anche allargare l’argomento.
Per Alfio:
Meritocrazia…. E’ un problema che mi sono posto anch’io all’interno della mia attività, ma l’ho abbandonato e sai come? Creando unione d’intenti insieme ai dipendenti e responsabilizzando ( Ma per qul po che ti conosco anche tu lo avrai fatto). Non si raggiunge il massimo, ma almeno non c’è la persona che si rode troppo o quello che si approfitta. Chiaramente ollo stipendio contrattuale va aggiunta una revisione. Ma parlare di punti o meriti … non sono del tutto d’accordo, nel pubblico dobbiamo aspettarci servizi e non pezzi da produrre.

Maurizio Rondina. Risposte

Ritengo molto concreto, applicabile e facilmente approvabile e senza troppi intoppi sindacali, quanto suggerisce Corrado Grottaroli.

Ritengo invece molto complicato da gestire quanto suggerito da Alfio Magnesi sulla graduatoria e sui premi di produzione… come si organizza la “raccolta punti”.. e come tratti tutti gli uffici interni che non hanno rapporti con il pubblico? o quelli che interagiscono “al telefono”? chi gli attibuisce i punteggi?

Qui mettiamo di mezzo il “sindacalismo” e non ne usciamo più! Come dimostra il pungente intervento di Rodolfo Santini.

Vorrei far notare che abbiamo già nel programma questa citazione “Introduzione nei limiti del possibile consentiti dai contratti collettivi della Pubblica Amministrazione, di incentivi meritocratici” che mi sembra riassuma perfettamente le posizioni dello stesso Rodolfo, lasciando aperto qualche spiraglio anche a quello che propone Alfio.

Rodolfo Santini. Parte in causa.

Intervengo sull’argomento, soprattutto in quanto parte in causa.

La Pubblica amministrazione in Italia è un carrozzone costoso che spesso non funziona, o per lo meno il costo non giustifica il servizio che viene erogato, ammesso che tutto si possa misurare in costi e benefici. Per parlare però della P.A. bisogna dimenticare questo principio, che vale nel privato, ma non nel pubblico; nel senso che il servzio elettorale è costosissimo, ma non produce nulla in soldoni alla colletività, è un costo della democrazia, come tanti altri servizi; si pensi alla scuola, alla sanità, alla cultura, alla giustizia, ecc.

Il ragionamento del profitto non si applica.

Chiarito questo punto, è facile scadere nel pregiudizio che il servizio non funziona perchè il dipendente è fannullone, come sta facendo strumentalmente il Ministro Brunetta e che trova consenso nella popolazione, che non conosce il funzionamento della P.A.ed esprime un giudizio superficiale.

Parlo del mio ambiente di lavoro, almeno posso essere più chiaro. Dire che la giustizia non funziona perchè i magistrati non fanno le sentenze, o perchè il personale lavora poco, è una grande sciocchezza.

Non con questo che voglio dire che non c’è chi non lavora onestamente, ma se la giustizia non funziona, se i processi sono lenti e cadono in prescrizione, se la gente non ha soddisfazione da ciò, di chi è la responsabilità? Di un potere politico che non vuole che funzioni e che tollera quest’ andazzo.

Volete la prova? Fatto pari a cento il carico di lavoro del mio ufficio(Giudice di Pace di Fano), la sommatoria dei carichi di lavoro del GdP di Pergola, Cagli, Macerata Feltria e Novafeltria, non raggiunge la metà, cioè cinquanta e questi quattro uffici hanno assegnato il doppio di personale; con costi esorbitanti per l’erario, ma nessuno fa nulla per modificare questo scandalo, perchè ci sono esigenze diverse che prevalgono sui costi.

I sindaci di quei comuni, gli avvocati, il personale, la popolazione, ecc.tutti elettori che non si possono contrariare troppo…

Eppure questi uffici non sono messi nelle condizioni di lavorare, non sono informatizzati, usano prevalentemente il cartaceo, al massimo il fax quando funziona; nel mio ufficio siamo stati mesi senza fax e tutt’ora usiamo quello prestato dall’Ordine degli avvocati.

Abbiamo registri che aperti occupano 140 centimetri, come quelli visti nel film “In nome della rosa” e il mio computer lo litigo con il giudice che ne è privo, per cui quando ha bisogno gli debbo lasciare la postazione.

Ma vi pare assurdo tutto ciò, eppure la macchina pubblica funziona così, tirando a campare, con tagli continui per economizzare, per cui alla fine si litiga anche per le penne.

Penso che tutto ciò nel privato non avvenga, ma sicuramente la gente, o meglio l’utente non le sa queste cose.

Questo governo non trova di meglio che tassare le malattie dei dipendenti pubblici, con l’unico effetto che coloro che stanno male, preferiscono prendere le ferie; e questo fa dire al pluristipendiato Brunetta, che le assenze sono diminuite del 50%.

Potrei elencare per ore le disfunzioni della macchina pubblica, come la miriade di processi che vengono fatti ad Urbino, al Tribunale, dove lavoro per due giorni la settimana, tutti puntualmente coperti da indulto; cioè si processa sapendo che finisce tutto in vino e tarallucci…

Tutte le volte che si celebra un processo, il detenuto, ovunque si trovi, ha diritto di presenziare, per cui traduzioni a non finire, con tre secondini, per un processo magari di ingiuria; ma quanto costa tutto ciò?

Ed inoltre processi lunghi fino all’esaurimento per i fumatori di spinelli, perchè quelli sono di grave allarme sociale!!!Che buffonate.

Finisco col dire che quando volete esprimere un giudizio, è bene che conosciate l’argomento, altrimenti si rischia di fare facile populismo, alla Brunetta.

Dimenticavo di dire che i dirigenti del comune, non si assegnano il premio di risultato da soli e l’amministratore non può nulla rispetto ai contratti di lavoro; a meno che non volete cambiare anche quelli, come l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori!!!

Alfio Magnesi. Qualità del servizio al pubblico

esatto corrado….. allora aggiungerei, di usare i premi produzione che attualmente i capisettore si concedono in automatico (70.000,00 anno) con un meccanismo nuovo.
facciamo dare agli utenti un punteggio alla qualita’ del servizio ed in base a quello diamo i premi ai dipendenti che se lo sono veramente meritato!!!

Corrado Grottaroli. Servizio al pubblico.

Sono quasi d’accordo su tutto, ma eviterei di fare di un’erba tutto un fascio. Mi è capitato di recarmi al distretto sanitario per esempio e vedere che il funzionario mentre parlava con me giocava a poker con il compiuter senza distoglierne lo sguardo (veramente deprimente!), ma anche di recarmi allo sportello anagrafe in ritardo (colpa mia per non essermi informato sull’orario) e trovare il funzionario disponibile e gentile ad ascoltarmi senza preoccuparsi dei minuti in più. Non dovrebbe esserci una scala gerarchica a cui chiedere conto? Forse anche quì si potrebbe fare informazione, perchè non ci pensiamo mai fino a quando non ci tocca da vicino, la domanda è : quando un ufficio non funziona a chi rompere le scatole? Propongo di mettere in evidenza agli sportelli pubblici il nome dei responsabili in ordine gerarchico e relativi num di telefono, forse gli impiegati meno ligi al dovere cominceranno a “pensare”, mentre quelli che già lo sono si sentiranno un pò più gratificati.

Anonimo C. Servizio al pubblico certo e dignitoso

Ritengo importantissimo, il ripristino di un servizio al pubblico, certo e dignitoso, da parte degli uffici comunali che a mio avviso “è divenuto abbastanza scadente”

In quale orario sono aperti gli uffici? Si dice dalle 7,30 alle 13,30, bene provate;

Certe porte sono sempre chiuse, magari senza nessuno all’interno;

Nessuno sa dire dov’è il collega, ..…. .oppure dice che è in banca, in posta e altre simile balle;

Provate a telefonare, non si riesce mai a parlare con nessuno;

In delegazione, uffici chiusi, con persone all’interno “indaffarate” a . . . . ;

Un biglietto messo sulla porta all’ ultimo momento “oggi chiuso”, ma l’utente che ha preso un giorno di permesso (con le difficoltà incontrate), . . . può essere soddisfatto?

Senza togliere niente a nessuno, si dovrebbero trovare, anche con orari prestabiliti, punti d’incontro, ma durante orari di effettiva presenza del personale, disponibilità degli stessi alle esigenze dei cittadini, orari di ricevimento del pubblico anche pomeridiani, orario di risposta al telefono, UFFICIO URP ecc.

Personale. Dalla bozza programmatica scaturita dalla riunione del 14 febbraio 2009.

Personale: coinvolgimento e motivazione, attenzione alla vivibilità dell’ ambiente di lavoro, alla continua formazione e aggiornamento, alla disponibilità delle nuove-tecnologie e di strumenti ed attrezzi di lavoro efficienti ed appropriati. Uso circostanziato delle consulenze esterne e solo in stretto contatto con i dipendenti a beneficio della loro crescita professionale. Introduzione nei limiti del possibile consentiti dai contratti collettivi della Pubblica Amministrazione, di incentivi meritocratici. Attenzione al turn-over: il personale collocato in pensione dovrà essere rimpiazzato per fare in modo che i servizi non ne risentano, pensare alla gestione del personale in forma associativa fra comuni, per valorizzare le professionalità presenti a beneficio di un comprensorio di comuni, con una ricaduta sui minori costi del personale, voce questa preponderante nelle amministrazioni pubbliche. Trovare una locazione per i mezzi del comune: una struttura coperta che assicuri pulmini, camion, escavatori, ecc. da intemperie furti ed atti vandalici.

Personale. Dalla bozza programmatica scaturita dalla riunione del 31 gennaio 2009.

Personale: coinvolgimento e motivazione, attenzione alla vivibilità dell’ ambiente di lavoro, alla continua formazione e aggiornamento, alla disponibilità delle nuove-tecnologie e di strumenti ed attrezzi di lavoro efficienti ed appropriati. Uso circostanziato delle consulenze esterne e solo in stretto contatto con i dipendenti a beneficio della loro crescita professionale. Introduzione nei limiti del possibile consentiti dai contratti collettivi della Pubblica Amministrazione, di incentivi meritocratici. Trovare una locazione per i mezzi del comune: una struttura coperta che assicuri pulmini, camion, escavatori, ecc. da intemperie furti ed atti vandalici.