Rodolfo Santini – Borgaccio.
Ritengo doveroso, a questo punto, fare una pausa di riflessione, su cui tutti possano riflettere, in modo di poter attuare la migliore scelta, nell’ottica dello spirito che ci vede insieme, lavorare per un obiettivo che ci accomuna nell’obiettivo e ci unisce nella diversità.
Abbiamo iniziato, senza neanche conoscersi, con una stella cometa che ci ha guidato, la lettera inviata dal Coordinatore per la “chiamata alle armi” in occasione della tornata elettorale per il Comune di Saltara, del 9 gennaio; ebbene, alla luce dei contenuti di alto profilo sociale, ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo lavorato seriamente, producendo un ottimo risultato.
La scintilla che ha dato inizio a ciò, sono stati gli argomenti della citata lettera, in cui si parlava di” far ritorno alla sobrietà, ai bisogni primari dei cittadini, alla estrema attenzione e cura nei loro confronti nella quotidianità, mettendo da parte qualsiasi interesse ed ambizione politica e personale dei singoli cittadini”.
Tutto ciò ci è costato fatica, soprattutto per chi ha dovuto mettere tutto insieme, ma alla fine si è ottenuto un ottimo risultato, a costo di peccare di orgoglio, è veramente un buon risultato. Ora, da qui in avanti, ci spetta un altro percorso abbastanza tortuoso, come quello di farlo conoscere alla popolazione, in assemblee pubbliche o con altri sistemi; poi, chi si candida (ed io sono uno di questi) si deve preparare per entrare nella “canea” del consiglio comunale e sostenere le proprie idee cercando di farle accogliere dalla maggioranza dei consiglieri, insomma il lavoro amministrativo, ed infine, per coloro che entreranno in giunta, il lavoro sarà ancor più complesso e faticoso. E non saremo in tanti, perchè diversi partecipanti, sin dal primo momento, hanno dichiarato la loro indisponibilità, per cui oggi si pone un problema serio: come mettere a frutto tutto il nostro lavoro, in una possibile incapacità di poter fattivamente entrare nella lizza delle elezioni?
Se il nostro principio, e su questo non si discute, è quello di aiutare gli ultimi, pensare al bene comune, in particolare dei più deboli, di coloro che si trovano in difficoltà, che non hanno santi in paradiso, noi dobbiamo essere lì pronti, a farci portatori degli interessi di costoro, per non ripetere i soliti teatrini politici che ci propinano da anni. Ecco il vero e profondo rinnovamento. E’ a ciò che ho creduto quando ho deciso di misurarmi un questa esperienza, non ho guardato ad altro, e sono talmente convinto della bontà della scelta, che penso anche di metterla a disposizione delle altre liste, senza rivendicare primogeniture, purchè veda realizzati almeno alcuni degli obiettivi che si trovano nel programma.
Essere orgogliosi e chiudersi a riccio, come se noi fossimo la razza eletta, non serve a nessuno, se non dare soddisfazione al proprio orgoglio. Per cui ripudio l’astensionismo come forma di espressione elettorale, in quanto la ritengo incostituzionale. Il voto è un dovere civico. Solo per indegnità morale non si può esercitare. I dodici milioni di cittadini italiani che scelgono di non votare, fanno male al paese ma fanno bene alla maggioranza!!!
Relativamente alla mozione presentata dal coordinatore, motivo la mia astensione come segue: pur condividendo i principi contenuti nella mozione, che sicuramente segnano un cambio di rotta rispetto alle politiche fino ad oggi attuate, ritengo opportuno mettere a fuoco un sistema che dia garanzie alle fasce più deboli della società, le quali saranno le prime a soffrire di queste scelte.
Meno entrate significa meno soldi per tutti, meno servizi, meno istruzione, meno cultura, meno sport, meno asili nido e così via dicendo, perchè un comune che non ha disponibilità economica, rischia di farla pagare solo ai più deboli, tagliando i servizi.
Peraltro già il comune di Saltara non brilla per impegni economici notevoli, sul versante del Welfare, anzi, è agli ultimi posti nella provincia, per ciò che attiene la spesa per abitante; e neanche nella spesa sul sociale è esposto, anzi, si trova agli ultimi posti della graduatoria provinciale. Per cui questa preoccupazione mi impone, in tutta coscienza, di astenermi sulla mozione al PRG.
Personalmente sono propenso ad aumentare la pressione fiscale dei concittadini, a condizione che si utilizzi per il sociale, anche se mi rendo conto che ciò è castrante, specialmente nel momento storico in cui si vive, caratterizzato dalla più spudorata individualità. In alternativa, vanno studiate altre forme di tutela dei strati più in difficoltà della società. Per tale motivo, non posso che astenermi.