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Roberto Ricci. Intervento alla riunione del 9 giugno 2009

Relazione di Apertura di Roberto Ricci.

 Pur nel ribadire la grande soddisfazione per l’essere stati presenti a questa consultazione, per la prima volta nella storia del Comune svoltasi tra tre liste, non posso non soffermarmi sul deludente dato numerico e di prospettiva che da queste è scaturito.

Un dato per certi versi facilmente prevedibile se, come s’è poi verificato, la contesa si fosse risolta in un testa-a-testa tra le forze componenti il passato Consiglio comunale.

Un dato che, comunque, si presta a molteplici letture ed interpretazioni, ricco di sfaccettature; che anche prese singolarmente ne spiegano le ragioni.

La più evidente è forse quella che conferma l’enorme sperpero di consenso che è stato fatto, dalla passata giunta durante il suo mandato; ma ancora di più dalla futura minoranza nel prossimo consiglio comunale durante la campagna elettorale, del patrimonio di oltre mille voti di vantaggio uscito dalle precedenti amministrative.

Tengo a sottolinearlo anche per le mille voci che nell’arco di questi mesi, ed anche a ridosso del voto, sono circolate su nostre presunte “responsabilità” sull’eventuale ribaltone.

Evidentemente non è così: e sarebbe bastato non sciupare anche solo la metà di quei voti per ammortizzare la nostra legittima e democratica presenza.

A chiunque volesse insistere su questo, fosse esso di una o dell’altra parte, ricordo le parole di Claudio Uguccioni in risposta alle contestazioni indirizzategli durante il confronto a tre del 20 maggio scorso: “Dei cittadini si riuniscono, costruiscono un programma e si presentano agli elettori chiedendo un voto. Questa, caro Cocci, è la Democrazia”.

Ben detto.

Esattamente quello che ha fatto La Terza Via.

Restando sullo stesso tema, un’ulteriore conferma di quanto sopra la si può trarre dal confronto tra i dati comunali e quelli provinciali; dove, a differenza del dato complessivo, nel nostro Comune il neo-eletto presidente non raggiunge nemmeno il 42%.

Venendo alla nostra lista, si può notare che il record delle preferenze ricevute è detenuto da Franco Cenerelli; sfido chiunque a sostenere che questi sono voti erosi a sinistra.

Ad ogni modo, l’abissale sproporzione tra i dati delle prime due liste ed il nostro ci dice chiaramente quanto fosse radicata, nell’elettorato saltarese, la conflittuale e bipolare competizione tra i soliti noti: ma ci dice anche, ed a maggior ragione, del quanto vale il nostro seppur ridotto patrimonio di consenso.

Un consenso che dobbiamo rispettare; perseverando nella costituzione del comitato civico cittadino e nella nostra opera di controllo sull’attività della futura giunta e d’informazione nei confronti della cittadinanza.

Resta un fondo d’amarezza, però: perché se si confronta il nostro risultato con quello di Comuni di comprensori a noi vicini dove, come nel nostro, erano presenti alle consultazioni un numero di liste superiori a due, si vede che in ognuno di loro, nei prossimi consigli comunali, siederanno sui banchi della minoranza rappresentanti di almeno due liste.

Così sarà a Cartoceto, a Pergola e a San Lorenzo in Campo; ma anche in tutti gli altri comuni non bipolari della Provincia di Pesaro – Urbino.

Resta che come cittadini non possiamo non essere preoccupati dal fatto che, diversamente da quanto proposto nel nostro programma, nel prossimo consiglio comunale siederanno una maggioranza ed un’opposizione tra loro assolutamente concordi nel realizzare quanto scritto e previsto nel PRG di Saltara.

Roberto Ricci. Intervento alla riunione del 26 maggio 2009.

Relazione di Apertura di Roberto Ricci.

Credo di poter ad oggi affermare, sulla scorta delle nostre esperienze che sono nell’ordine:

-         Fiera Patronale

-         Chiesa della Fonte

-         Incontro CNA

-         Centro sociale Posta Vecchia – Andrea Bizzocchi

-         Piazza “Dal Metauro”

che nonostante la nostra volontà di perseguire un percorso nuovo, d’innovazione nel proporsi e nel comunicare continua a prevalere, nella cittadinanza, una statica disattenzione ed un timoroso non volersi mostrare.

Prevale il non partecipare, il non esporsi: anche se questo comporta l’andare al voto non informati o, peggio, male-informati.

Naturalmente la riflessione su questo non può escludere l’aver sbagliato approccio nei confronti di interlocutori dei quali, in linea di massima, si poteva prevedere la risposta.

Un elettorato purtroppo abituato, da sempre ma non da noi, a “ricevere” l’informazione; passivamente, a domicilio.

Personalmente continuo a ritenere il nostro procedere giusto e coerente con i principi che ci siamo dati: non vorrei, però, che questo nostro non andare incontro alle aspettative seppur “abitudinarie” di coloro ai quali ci rivolgiamo potesse essere interpretato come un segno di supponenza; di disattenzione e non di novità quale in effetti è e vuole essere.

E non tragga in inganno la grande partecipazione al confronto del 20 scorso; che fa caso a se.

Sia per la novità assoluta che rappresentava, grazie senz’altro alla nostra presenza; sia, ma soprattutto ed appunto, perché il mostrarsi in un contesto comune neutralizzava l’essere schierati per l’uno o per l’altro.

Questa premessa per proporre alla vostra valutazione l’opportunità di un “volantinaggio” capillare anche per l’esplicita richiesta di consenso, oltre a quella informativa sui prossimi appuntamenti; da effettuarsi in maniera autonoma come le altre volte o, con spesa conseguente, tramite ditte specializzate o servizio postale.

Oltre a questo, grazie all’adesione alla “Carta” di ComitatiInRete, siamo stati invitati a partecipare all’incontro da loro organizzato per martedì 02 giugno p.v., presso il Centro Civico di via Marconi in Calcinelli, sul problema inceneritori e discariche: al quale ritengo sia indispensabile partecipare in quanti più possibile.

Un’occasione imperdibile per recuperare il gap subito, mercoledì scorso, dal taglio per mancanza di tempo di temi per noi centrali quali l’ambiente, il territorio, la differenziata.

 Ritengo altresì importante l’insistere, nei confronti delle altre due liste, nel trasformare il previsto e classico appuntamento conclusivo dei comizi in piazza in un secondo confronto, sempre aperto all’intervento degli intervenuti, sul modello di quello organizzato da Radio Esmeralda.

Roberto Ricci. Intervento di Apertura alla riunione del 18 maggio 2009.

Relazione di Apertura di Roberto Ricci.

Voglio iniziare riferendovi su quanto ho visto, questa mattina, passeggiando davanti ai punti di affissione allestiti in zona parcheggio ex-ferrovia. Oltre al sottolinearvi che l’area prescelta è quanto di più squallido e probabilmente meno frequentato si potesse scegliere, sui pannelli dedicati alla propaganda indiretta si potevano vedere ben quattro manifesti del candidato sindaco Fabio Cicoli; come da foto. Dopo essermi consultato telefonicamente con Maurizio Rondina; ho chiesto spiegazioni, sempre telefonicamente, al responsabile dell’ufficio elettorale comunale Michele Fedrighelli: il quale, innanzitutto, mi ha confermato ci inoltrerà una comunicazione sul quando e in quali spazi potremo affiggere i nostri e, successivamente, mi ha spiegato la presenza già da oggi di quelli di Cicoli. Trattasi di manifesti di propaganda indiretta; i cui spazi sono stati richiesti già dal 4 maggio non dal candidato sindaco ma dal suo partito di riferimento, il Pdl. Si presume a loro spese: anche se non possiamo averne certezza, in quanto nessuno a parte noi rende pubblico il proprio rendiconto delle spese e dei contributi elettorali.

 

Sempre nella giornata di oggi, come vi è stato comunicato via maling-list da Maurizio Rondina, siamo stati contattati dal responsabile CGIL di Fossombrone Filiberto Gargamelli; che, oltre a renderci noto il documento programmatico congiunto (con CISL e UIL) che hanno preparato per tutti i candidati sindaci della nostra provincia, ci chiede d’essere ufficialmente invitato in occasione dei nostri prossimi appuntamenti. Già alla prima veloce lettura ho trovato il documento estremamente interessante; non fosse altro che, in più di un punto, rispecchia quasi fedelmente alcune delle più importanti linee guida del nostro programma: in particolar modo alle voci innovazione, ambiente, servizi, infrastrutture e politiche sociali. Invito dunque, chi non l’avesse già fatto, a prenderne visione.

 

Questa sera discuteremo insieme, tra gli altri punti all’ordine del giorno, circa il confronto a tre di mercoledì prossimo; e avendo letto alcune considerazioni che il nostro Maurizio Rondina ha anticipato a Dominici, di Radio Esmeralda, prevedo scintille. Ma è sempre un piacere vederlo così bello “carico”.

 

Infine, “mi sono concesso di farci” (consentitemi l’orrore sintattico) un piccolo regalo; in particolar modo per coloro che avrebbero desiderato fare le magliette. Magari, chi vorrà, potrà indossarle proprio la sera di mercoledì.

Roberto Ricci. Intervento di apertura alla riunione del 11 maggio 2009.

Relazione di Apertura di Roberto Ricci.

Prendo spunto, come sempre, dalle parole del nostro sempre ottimo Maurizio Rondina per stigmatizzare una volta di più l’abissale e smaccata differenza tra il nostro modo di procedere, NELLE regole, e quello delle altre due liste; entrambe, quale più quale meno, qualche volta apertamente FUORI dalle regole e più spesso al loro estremo limite.

Questo però, a mio modo di vedere, non ci deve interessare.

Mai come nelle settimane da qui al 6 giugno dobbiamo sforzarci di sottolineare ed evidenziare il più possibile, in ogni occasione ed in ogni circostanza, il nostro essere differenti; la nostra trasparenza, la nostra coerenza con i principi che ci siamo dati ed il nostro rispetto per le regole democratiche.

Perché rispettare le regole equivale a rispettare tutti coloro che a queste fanno riferimento; equivale a rispettare ogni singola persona alla quale ci rivolgiamo.

Per il resto, vanno bene anche gli aspetti scaramantici del numero di lista e del colore.

Certo, anche l’aspetto psicologico delle dinamiche organizzative e di proposta politica e di programma che costituiscono la linfa di ogni campagna elettorale è importante; tecniche di persuasione, tecniche di comunicazione, messaggi più o meno diretti piuttosto che trasversali o subliminali sono parte imprescindibile, che ci si renda conto o meno, della ricerca del consenso.

Troppo spesso, però, nel fare questo ci si comporta o ci si atteggia in modi abitudinali; acriticamente meccanici: senza essere ben coscienti se il nostro agire e parlare produrrà un effetto positivo o negativo, sui nostri interlocutori, per lo scopo che ci proponiamo.

Ad esempio; noi ci confrontiamo con avversari che hanno messo in atto (per abitudine, probabilmente, come si diceva) due stili di campagna elettorale che si possono definire arcaici, pur se agli antipodi l’uno dall’altro: anche se il candidato della destra, avvalendosi del supporto di quella generazione che voterà per la prima volta alle amministrative, ha utilizzato anche Facebook come strumento moderno di propaganda.

Sistemi infarciti di slogan o di ammiccamenti personali, di facili promesse ambigue ed allusive, di lusinghe a futura memoria che come sempre si perderanno per strada o saranno, più spesso, oggetto di baratto post-voto.

Noi questo non l’abbiamo fatto e non dobbiamo farlo; anche se la scarsa diffusione delle informazioni tra l’elettorato un po’ ci penalizza.

L’incontro di venerdì prossimo dovrà essere la cartina tornasole di questa nostro essere differenti.

Quindi insisto nel sollecitare tutti quanti, tra le righe del nostro esporre i rispettivi argomenti, a sottolineare questa differenza.

Nel fare questo bisognerà cercare d’essere “subliminali”: non assertivi (“Perché gli altri non hanno pubblicato i nomi dei candidati e noi si”, etc.) ma propositivi (“Questa è la nostra squadra: lei conosce i nomi delle altre liste?”, “Questo è il nostro programma: ha ricevuto spiegazioni su quello degli altri dai loro candidati?”, etc.)

Dovrà essere il nostro interlocutore a darsi le risposte: perché se glie le diamo noi facilmente non ci crederà o, comunque, dubiterà.

Se lasciamo se le dia da solo, difficilmente dubiterà di se stesso.

Roberto Ricci. Intervento alla riunione del 4 maggio 2009

Innanzitutto buona sera e ben ritrovati a tutti i colleghi di lista, agli eroici e stoici collaboratori di sempre ed al nostro insostituibile, indispensabile, inossidabile coordinatore politico Maurizio Rondina.

Credo di poter affermare senza timore d’essere smentito che questa del 4 maggio 2009 è la riunione del miracolo; un miracolo, però, che ha ben poco di divino ma quasi tutto d’umano, fatto di carne e sangue, di meningi e di passione, d’impegno e d’orgoglio.

Lo scetticismo che ha circondato in questi tre mesi il nostro progetto s’è dissolto come nebbia al sole ed al vento degli appena trascorsi due giorni di fiera.

Al pieno successo manca ancora, però, un piccolo, ultimo tassello; le sottoscrizioni da depositare la mattina del 9 maggio prossimo.

Non adagiamoci sui facili allori delle 60 firme minime necessarie; arriviamo a chiederne e raccoglierne il massimo possibile. Perché anche questo, il raccoglierne di più, tante, sarà un segnale significativo della bontà del tanto impegno profuso e del lavoro che ne è conseguito: ma, soprattutto, sarà un segnale per coloro che da subito hanno cominciato a diffondere sarcasmo e allusioni nei nostri confronti; per tacer d’altro.

A questo proposito: la raccolta delle sottoscrizioni e ancor di più del modo di farlo che ci siamo concordemente imposti, una voce non del tutto disinteressata ci è venuta a dire che siamo degli sciocchi, degli ingenui nell’ottemperare a quest’obbligo di legge nei modi previsti dalle norme; facendo, cioè, vidimare ed autenticare ogni singola firma dal pubblico ufficiale delegato a farlo.

A questa voce mi sento di rispondere che se il rispettare le regole comuni di una competizione democratica significa essere sciocchi ed ingenui, ebbene; noi siamo correttamente sciocchi ed onestamente ingenui.

Come dicevo, siamo tutti reduci da quella che mi sento di definire la prima vera schermaglia sul campo; una schermaglia che ci ha visti giocare d’anticipo ed in maniera inconsueta, suscitando sorpresa ma, quel che più conta, generando interesse: e nonostante le difficoltà e le titubanze che abbiamo dovuto superare, non ultime l’inesperienza e la poca abitudine di molti di noi, credo di poter dire a nome di tutti che è stato fatto un buon lavoro, del quale mi sento personalmente soddisfatto.

Sappiamo tutti che già da oggi si comincerà a correre in salita, verso quello che molto probabilmente sarà l’appuntamento più importante prima del voto; il confronto a tre che organizzerà qui a Calcinelli Radio Esmeralda.

Viste le disponibilità dei tre partecipanti e la scarsa disponibilità di spazi adeguati si è concordato di organizzarlo per mercoledì 20 maggio prossimo; presso il piazzale antistante il ristorante “Pantalin” di zona Laghi, alle ore 21,15.

Il sito prescelto certamente non ci avvantaggia, data la distanza da Saltara: ma, tant’è.

Dovremo attivarci con la solita grinta per far si che di coloro interessati al nostro programma ce ne sia il maggior numero possibile.

Emendamento Approvato. Barriere architettoniche

Barriere Architettoniche.

 

Argomento: 7. Lavori Pubblici
Aggiungere:
Compatibilmente con le risorse disponibili a bilancio, finanziare un progetto di analisi dell’ intero territorio comunale: intesa all’ intervento sull’ esistente in adeguamento alle norme nazionali e regionali sull’ abbattimento-eliminazione delle barriere architettoniche; in ottemperanza alle seguenti normative:
- L.R. 27 aprile 1990, n. 52, Abbattimento delle barriere architettoniche in edifici pubblici o privati aperti al pubblico

- Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996 n. 503: Regolamento recante norme per l’ eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici.
- D. M. LL.PP. 14 giugno 1989, n. 236: Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visibilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche.
- Legge 9 gennaio 1989, n. 13: Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.
Conseguente e scrupoloso controllo che, dette norme, vengano rispettate in tutte le progettazioni a venire, pubbliche e private, rientranti in dette normative.

 

Votazione: 12 voti. Unanimità.

Proposta Emendamento: Barriere Architettoniche

Barriere Architettoniche.

 

Argomento: Lavori Pubblici
Aggiungere:
Compatibilmente con le risorse disponibili a bilancio, assegnazione d’incarico per l’analisi dell’ intero territorio comunale: intesa all’ intervento sull’ esistente in adeguamento alle norme nazionali e regionali sull’ abbattimento-eliminazione delle barriere architettoniche; in ottemperanza alle seguenti normative:
- L.R. 27 aprile 1990, n. 52, Abbattimento delle barriere architettoniche in edifici pubblici o privati aperti al pubblico e modifica alla L.R. 3 marzo 1990, n. 9 «Norme in materia di assegnazione e gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica».
- Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996 n. 503: Regolamento recante norme per l’ eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici.
- D. M. LL.PP. 14 giugno 1989, n. 236: Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visibilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche.
- Legge 9 gennaio 1989, n. 13: Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.
Conseguente e scrupoloso controllo che, dette norme, vengano rispettate in tutte le progettazioni a venire, pubbliche e private, rientranti in dette normative.