Relazione di Apertura di Roberto Ricci.
Pur nel ribadire la grande soddisfazione per l’essere stati presenti a questa consultazione, per la prima volta nella storia del Comune svoltasi tra tre liste, non posso non soffermarmi sul deludente dato numerico e di prospettiva che da queste è scaturito.
Un dato per certi versi facilmente prevedibile se, come s’è poi verificato, la contesa si fosse risolta in un testa-a-testa tra le forze componenti il passato Consiglio comunale.
Un dato che, comunque, si presta a molteplici letture ed interpretazioni, ricco di sfaccettature; che anche prese singolarmente ne spiegano le ragioni.
La più evidente è forse quella che conferma l’enorme sperpero di consenso che è stato fatto, dalla passata giunta durante il suo mandato; ma ancora di più dalla futura minoranza nel prossimo consiglio comunale durante la campagna elettorale, del patrimonio di oltre mille voti di vantaggio uscito dalle precedenti amministrative.
Tengo a sottolinearlo anche per le mille voci che nell’arco di questi mesi, ed anche a ridosso del voto, sono circolate su nostre presunte “responsabilità” sull’eventuale ribaltone.
Evidentemente non è così: e sarebbe bastato non sciupare anche solo la metà di quei voti per ammortizzare la nostra legittima e democratica presenza.
A chiunque volesse insistere su questo, fosse esso di una o dell’altra parte, ricordo le parole di Claudio Uguccioni in risposta alle contestazioni indirizzategli durante il confronto a tre del 20 maggio scorso: “Dei cittadini si riuniscono, costruiscono un programma e si presentano agli elettori chiedendo un voto. Questa, caro Cocci, è la Democrazia”.
Ben detto.
Esattamente quello che ha fatto La Terza Via.
Restando sullo stesso tema, un’ulteriore conferma di quanto sopra la si può trarre dal confronto tra i dati comunali e quelli provinciali; dove, a differenza del dato complessivo, nel nostro Comune il neo-eletto presidente non raggiunge nemmeno il 42%.
Venendo alla nostra lista, si può notare che il record delle preferenze ricevute è detenuto da Franco Cenerelli; sfido chiunque a sostenere che questi sono voti erosi a sinistra.
Ad ogni modo, l’abissale sproporzione tra i dati delle prime due liste ed il nostro ci dice chiaramente quanto fosse radicata, nell’elettorato saltarese, la conflittuale e bipolare competizione tra i soliti noti: ma ci dice anche, ed a maggior ragione, del quanto vale il nostro seppur ridotto patrimonio di consenso.
Un consenso che dobbiamo rispettare; perseverando nella costituzione del comitato civico cittadino e nella nostra opera di controllo sull’attività della futura giunta e d’informazione nei confronti della cittadinanza.
Resta un fondo d’amarezza, però: perché se si confronta il nostro risultato con quello di Comuni di comprensori a noi vicini dove, come nel nostro, erano presenti alle consultazioni un numero di liste superiori a due, si vede che in ognuno di loro, nei prossimi consigli comunali, siederanno sui banchi della minoranza rappresentanti di almeno due liste.
Così sarà a Cartoceto, a Pergola e a San Lorenzo in Campo; ma anche in tutti gli altri comuni non bipolari della Provincia di Pesaro – Urbino.
Resta che come cittadini non possiamo non essere preoccupati dal fatto che, diversamente da quanto proposto nel nostro programma, nel prossimo consiglio comunale siederanno una maggioranza ed un’opposizione tra loro assolutamente concordi nel realizzare quanto scritto e previsto nel PRG di Saltara.