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Corrado Grottaroli. Intervento alla riunione del 28 febbraio 2009

Si ritiene che il coinvolgimento, al di la del portale web che inevitabilmente non arriva a chi non ha il computer, o l’ acceso ad internet, sia molto difficile, occorre mettere in campo quindi anche una diversa comunicazione, un promozione di materiale informativo cartaceo che entri in tutte le case(vedi ad esempio “il dragone, il cantastorie o altri da proporre), una promozione comunicativa ed efficace, come efficaci sono iniziative promosse da “Conte Camillo” di Lucrezia con manifesti sintetici ma d’effetto.

 

In riferimento all’ istanza di Cenerelli sullo “scambio” prestazioni-servizi, osservano che potrebbero esserci complicazioni per quanto riguarda norme anti-infortunistiche, ed assicurative.

 

In riferimento all’ intervento di Bacchiocchi sulla raccolta differenziata, osservano che non c’è interesse da parte di chi oggi raccoglie i rifiuti ad incentivarla, visto che hanno investito sulla riclassificazione tradizionale, e che determinati impianti a tal fine costruiti, e progettati per determinati quantitativi di rifiuti tradizionali, potrebbero andare in crisi o non essere ammortizzati sufficientemente, a causa di un deciso cambio di rotta. Dice di far tesoro di soluzioni basate su altre esperienze di amministrazioni comunali, e segnala il sito web www.comunivirtuosi.it  ove sono reperibili idee funzionali ed applicate, ove è possibile rendersi conto e non ripetere esperienze negative di altri comuni, ma ove soprattutto è possibile rendersi conto di ciò che funziona e di come funziona. Ad esempio la sindaco di Montebelluna, sostiene che nel successo della loro raccolta differenziata, è stata di fondamentale importanza la comunicazione tra comune operatori e cittadini, l’ educazione, la formazione, per spiegare bene famiglia per famiglia, persona per persona, anche con pieghevoli illustrativi distribuiti in tutte le case (in lingue differenti vista l’ occupazione di manovalanza straniera), campagne di informazione, riunioni, conferenze.

 

Osservano che ai fini di sensibilizzare e fare formazione sulla raccolta differenziata, potrebbe non essere sufficiente confidare solo sul comitato del no all’ inceneritore di Schiappe, a cui ha fatto riferimento Bacchiocchi, ed al quale anche loro hano partecipato, in quanto pur riconoscendo l’ abilità e competenza dei promotori a bloccare “il mostro inceneritore o come si voglia definire, non ha avuto seguito un movimento ampio e popolare che avrebbe potuto incidere sul cambiamento auspicabile in materia di rifiuti e ambientale. Ciò dimostra quanto sia difficile coinvolgere le persone per fatti che le riguardano da vicino.

Corrado Grottaroli e Giovanna Cottomesi. Intervento alla riunione del 14 febbraio 2009.

Corrado Grottaroli e Giovanna Cottomesi – Saltara (intervento congiunto)

Sensibilizzare i cittadini, rendendoli partecipi dello stato del territorio in cui vivono, proponendo, per esempio, un concorso fotografico, dal titolo “il bello e il brutto nel comune di Saltara”, seguito successivamente da dibattito o relazione tenuto da persona/e competenti in materia. Questa ed altre iniziative concrete,  potrebbero indurre le coscienze sopite all’ impegno ed alla partecipazione, e contestualmente rendere visibile l’impegno sul territorio del nostro movimento.

Ritengono gravissimo il minimo dubbio, come espresso in uno dei punti della bozza programmatica, riguardo ai controlli depuratore, la tutela dell’ acqua non va messa minimamente in discussione, se esistesse qualsiasi leggerezza in questo campo, va assolutamente documentata e denunciata.

In merito alle proposte riguardo l’ ex Mattatoio, piuttosto che una pizzeria, o un locale gestito da privati, pensare ad un circolo giovanile completamente autogestito, ampliato a valle (buona l’idea di un anfiteatro), da utilizzare per responsabilizzare giovani. Il connubbio impianti sportivi, verde pubblico, ristoro, lughi d’aggregazione, ci inducono a pensare che sia un progetto positivo.

Promuovere indagini sulla condizione giovanile,  e concorsi culturali, a premi, per i giovani e frà i giovani…

Mettere in campo azioni e interventi possibili per la tutela della privacy, come nel privato anche in pubblici uffici, ad esempio ambulatori medici senza sufficiente isolamento fra studio e sala d’ attesa, oppure come l’ ufficio postale di Saltara nel qual manca completamente lo spazio tra chi è in attesa e chi sta utilizzando lo sportello, anche attraverso provvedimenti e regolamenti che dichiarino incompatibili ed inadeguati certi locali allo svolgimento di funzioni pubbliche.

Intervento congiunto di Corrado Grottaroli e Giovanna Cottomesi alla riunione del 31 Gennaio 2009

Giovanna Cottomesi e Corrado Grottaroli – Saltara (intervento congiunto).

 

Rispetto al corposo documento programmatico sotto riportato nella sua interezza, poniamo l’ accento sulle seguenti questioni:

Estendere concetti vivibilità scolastica espressi nella base programmatica, a vivibilità ai luoghi di lavori (regolamento edilizio), altrettanto malsani, e forse ancor di più,  a causa degli speculatori che costruiscono i capannoni, senza riguardo alcuno per chi dovrà lavorarci. Pensare a regolamenti edilizi restrittivi, che obblighino i costruttori di opifici a realizzarli in maniera vivibile, con un particolare all’ incremento del verde.

Pensare a soluzioni per la sicurezza dei ragazzi e degli automobilisti che rischiano di travolgerli, alle fermate degli scuolabus, in piazza a Saltara, davanti alla chiesa di Calcinelli, e altri luoghi che richiedano tali interventi.

Omertà e indifferenza dovuta alla mancanza fiducia nelle istituzioni, che va riconquistata, attraverso regole certe e rispettate.

Preferenza per consulenti e personale “non schierati”: anche se competenti e capaci sono comunque condizionati.

Contrastare il palese imbarbarimento culturale. 

Sulla strada ci vorrebbero vigili più presenti, a supporto delle segnaletiche stradali, per esempio.

Diritto alla casa, all’ istruzione ed al sapere, alla libera informazione.

Diritti ed attenzioni alle fasce sociali più deboli, e rispettive famiglie, in riferimento a bambini, giovani, anziani, malati e portatori di handicap.

Gestione dei rifiuti riciclabili (scartati da alcuni e probabilmente utili ad altri) con isole di stoccaggio, ove farli stazionare per qualche tempo prima dello smaltimento definitivo, e possibilità di “impiegare” nella gestione, cooperative di anziani o disoccupati.

Concordo con precedente intervento nel ritenere la bozza programmatica esposta inizialmente un po’ autarchica, molto tecnica ed austera.

Qui a seguito riportiamo l’ intero documento:

1) DEMOCRAZIA CONSAPEVOLE E PARTECIPATIVA: per decidere insieme ai cittadini priorità, modalità e contenuti dell’azione amministrativa. è intesa come partecipazione aperta a tutti i residenti, con un ruolo importante delle associazioni, dalla fase propositiva a quella decisionale, in cui le strutture rappresentative e quelle tecnico-burocratiche delle istituzioni interagiscono continuamente con la popolazione. Sondaggi sui bisogni prioritari dei cittadini (tramite assemblee, schede di rilevazione, internet, referendum consultivi, confermativi o abrogativi) per stabilire e rivedere costantemente le scelte (economiche, sociali, ambientali) da inserire in bilancio.

2) TUTELA DEI BENI COMUNI, che devono essere indivisibili, accessibili a tutti, patrimonio di tutti. Occorre definire con la partecipazione di cittadini consapevoli e tecnicamente ed amministrativamente preparati le “risorse essenziali” e lo “statuto del territorio”, ossia individuare gli elementi che costituiscono l’identità locale come insieme di beni patrimoniali “comuni” e le regole per la loro valorizzazione sostenibile: le risorse essenziali come l’acqua, la terra e l’energia; l’ambiente naturale; il patrimonio storico, artistico e culturale; i saperi, la cultura e la memoria storica del territorio, da tutelare e preservare con cura. La gestione dei servizi connessi ai beni comuni deve avvenire mediante la partecipazione diretta dei cittadini e deve escludere il ricorso a forme privatistiche e di mercato. La “Consulta dei beni comuni”, in cui si costituiscono Gruppi di lavoro progettuali, può assicurare la valorizzazione e la gestione partecipata dei beni riconosciuti come comuni, svolgendo funzioni di programmazione e di controllo dei relativi servizi pubblici. Ciò significa anche mettere a disposizione della cittadinanza, da parte dell’ente locale, spazi pubblici (dotati di strumenti informatici e connettività) per favorire la democrazia di base e la partecipazione alle attività del territorio.

3) TRASPARENZA E PULIZIA DELL’AMMINISTRAZIONE, all’insegna delle “mani pulite” e del controllo costante e integrale da parte dei cittadini consapevoli. Incompatibilità fra l’essere membro di un’assemblea elettiva e dirigente di un’azienda partecipata. Adozione di criteri esclusivamente meritocratici, pubblici e trasparenti, per tutti gli incarichi nel settore pubblico. Elezione diretta del Difensore Civico, al quale si dovrebbero appellare i cittadini nel caso di controversie con la pubblica amministrazione. Catasto degli appalti e garanzia sulla durata ed esecuzione dei lavori, con pubblicazione dell’elenco di tutte le opere e forniture. Controllo rigoroso sull’utilizzo delle finanze e sull’amministrazione delle società municipalizzate e partecipate, che devono essere gestite secondo criteri di totale trasparenza. Trasparenza sulle consulenze esterne e valorizzazione delle competenze interne. Totale trasparenza amministrativa. Possibilità per ogni cittadino (tramite l’anagrafe pubblica degli eletti) di conoscere l’operato di ogni singolo consigliere e assessore, e di tutti coloro che sono stati nominati nei consigli di amministrazione degli enti pubblici. Promuovere l’uso di programmi informatici e sistemi operativi aperti e liberi, soprattutto nella pubblica amministrazione e negli istituti scolastici, sapientemente coordinati da esperti che agiscono esclusivamente nel bene comune, ottenendo così una notevole riduzione dei costi di gestione e al tempo stesso favorendo la libera iniziativa degli enti coinvolti.

4) ECONOMIA LOCALE ECOSOSTENIBILE che coniughi le attività produttive con la più scrupolosa difesa dell’ambiente e della salute. Economia ed ecologia non si possono più separare! Termini come “sviluppo” o “decrescita” possono essere coniugati insieme e graduati in maniera intelligente se la variabile indipendente non è il profitto ma la tutela della natura e della salute. ECONOMIA E LAVORO: un altro ambiente è possibile se scegliamo un’economia locale autosostenibile con tecnologie appropriate all’equilibrio naturale. Valorizzare il lavoro umano, con particolare riguardo all’artigianato e alle piccole imprese, nel quadro di un sistema economico integrato, solidale e autogestito che va dall’agricoltura al terziario avanzato. Dedicare particolare attenzione al sistema cooperativo, alle associazioni dei consumatori, ai gruppi del volontariato, alle iniziative autogestite quali i Gruppi di Acquisto Solidale, il consumo critico. Incentivare l’agricoltura biologica. Utilizzare i prodotti locali biologici per le mense scolastiche. ECOLOGIA: praticare e incoraggiare il ricorso alle fonti rinnovabili di energia, il risparmio energetico, la riduzione rigorosa degli sprechi; favorire l’autoproduzione energetica con piccoli impianti diffusi sul territorio. Controllare il rispetto dei regolamenti edilizi relativi all’isolamento, alla percentuale di energia utilizzata prodotta da fonti rinnovabili. Ristrutturare dal punto di vista energetico il patrimonio edilizio secondo regole bioclimatiche, a partire dagli edifici pubblici, con installazione di fonti di energia rinnovabile. Incentivare la diffusione del solare, del fotovoltaico . Controllare le emissioni degli impianti produttivi presenti. Procedere verso l’obiettivo “emissioni zero” attraverso la riconversione degli impianti industriali, l’adozione di sanzioni amministrative fino alla chiusura per le aziende che inquinano di più. Verificare e determinare la presenza di elementi inquinanti nei corsi d’acqua e nei terreni agricoli. Razionalizzare l’edilizia e viabilita’ Valorizzazione del patrimonio ambientale anche attraverso percorsi che ci facciano conoscere ed apprezzare fiume e collina. TURISMO: impegno per un turismo sostenibile e di tipo nuovo, giovane ed ecologico, intelligente, legato al patrimonio ambientale e culturale, con idee nuove che possano connotare gli indirizzi amministrativi all’insegna di uno “stile” e di una programmazione consapevole e non affidata al caso. GESTIONE DEI RIFIUTI: riduzione, raccolta differenziata, riciclaggio; recupero energetico; no agli inceneritori; trasformazione della tassa in tariffa sul quantitativo di rifiuti prodotti; spazi pubblici messi a disposizione dall’ente locale per lasciare o ritirare oggetti, coinvolgendo e valorizzando persone anziane del territorio nella gestione, contribuendo responsabilmente alla riduzione e riciclaggio dei rifiuti.

5) DIRITTO ALLA CASA: garantire a tutti la possibilità di acquistare o prendere in affitto un appartamento. Verificare le scelte edificatorie considerando il loro impatto ambientale ed il rispetto degli standard urbanistici relativi a verde pubblico, servizi, edilizia popolare. Favorire la locazione degli alloggi sfitti. Aumentare l’ICI dalla seconda casa in poi, anche per favorire gli affitti ad un prezzo equo, anche tramite una riduzione delle tasse locali. Creare cooperative di autocostruzione in aree destinate a edilizia residenziale pubblica. Recuperare edifici pubblici degradati o in disuso per usi sociali e culturali. Dotare di sedi appropriate le associazioni che ne facciano richiesta.

6) DIRITTO AL SAPERE: rendere accessibile a tutti una libera  informazione e la cultura. Ampliare i servizi a disposizione dei cittadini (libera fruizione di libri, giornali, riviste, dischi, film, internet). Agevolare le iniziative (conferenze, convegni, ecc.) promosse dalle associazioni culturali e sociali. Connettività garantita con estensione della copertura internet a banda larga a tutto il territorio.

7) DIRITTI DELLE FASCE SOCIALI PIU’ DEBOLI  (bambini, giovani, anziani, portatori d’handycap) rispettarne al massimo la dignità e fare il possibile per ridurne i loro disagi e quelli dei familiari. Le amministrazioni dovrebbero prestare piu’ attenzione ai servizi. Favorire l’ ascolto, l’ informazione, l’ aggregazione , l’ associazionismo. Tutto quanto il possibile per rendere attivi, partecipi queste persone nella comunita’.