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Consulta Ambientale Saltara

Raccolta differenziata:CIR33 disponibile a collaborare

Una delegazione dell’attivismo civico saltarese, si è recata alla sede del CIR33 a Iesi (www.cir33.it) il Consorzio Intercomunale Rifiuti 33, una realtà di eccellenza nella gestione del ciclo dei rifiuti,  una realtà consortile ente di diritto pubblico, fra 33 comuni della valle del Misa e dell’Esino, nella provincia di Ancona.

L’incontro è stato promosso ed organizzato dal movimento civico “La Terza Via” con la collaborazione dell’associazione “LiberaMente” grazie alla disponibilità ed alla collaborazione dell’Ing.Ulissi del consorzio CIR33 stesso, per un confronto fra ciò che fa il loro consorzio ed il progetto che Aset S.p.A. ha recentemente proposto ai Comuni di Saltara e Montemaggiore, oltre che per valutare eventuali spazi di collaborazione. 

Erano stati invitati tutti i presenti all’ultima riunione della consulta ambientale del Comune di Saltara, compresi Sindaco, Vicesindaco e consiglieri di minoranza di Saltara, ma erano invitati anche il sindaco di Montemaggiore e rappresentanti del consiglio comunale di Cartoceto. 

Il vicesindaco di Saltara (nonché Presidente della stessa Consulta), il Sovrintendente de “La Terza Via”, un membro dell’associazione Liberamente (anche membro della suddetta Consulta) e un’attivista del Comune di Cartoceto iscritta a “La Terza Via”, sono stati ricevuti dallo stesso ing.Ulissi e dalla direttrice del consorzio dott.ssa Filonzi. 

L’ing. Ulissi ha spiegato che il CIR33 è un organismo di programmazione e controllo, attivo dal 2003, che fa capo ad un bacino di circa 215.000 abitanti, istituito dalla provincia di Ancona, che ha stabilito il territorio ed i comuni di sua pertinenza. Si tratta di un ente pubblico a tutti gli effetti, come un comune, un consorzio di 33 comuni, fra i quali quelli delle sue tre maggiori città: Senigallia, Iesi e Fabriano. 

La Regione Marche prevede al momento 5 Ambiti Territoriali Ottimali, uno per ciascuna Provincia, ma questi ATO provinciali al momento si occupano solo dell’acqua e non dei rifiuti, anche se è previsto che quanto prima se ne occupino. 

Nella legislazione regionale attuale, è previsto che le province possono deliberare (ed imporre) l’istituzione di consorzi di comuni. Nelle Marche sono però stati istituiti solo 3 consorzi: la provincia di Ancona oltre al CIR33 ne ha istituito un secondo denominato “Conero Ambiente” comprendente Ancona e i comuni più a Sud della stessa provincia. La provincia di Macerata ha istituito un unico consorzio denominato COSMARI. Le altre province invece non hanno istituito consorzi, e sul fronte rifiuti ciascun comune ha affidato il servizio ad aziende esterne specializzate, a volte anche partecipate dai comuni stessi, attraverso contratti specifici. 

Il CIR 33 fra i 3 consorzi suddetti non gestisce direttamente la raccolta, ma si affida a controparti esterne coordinandole, come detto svolge esclusivamente attività di programmazione e controllo. 

Per i 17 maggiori comuni costituisce stazione appaltante, bandisce le gare, funge da garante, si occupa di formare e gestire gli ispettori ambientali.

In questi 17 comuni (quasi tutti oltre gli 8.000 abitanti) viene praticato il porta a porta integrale: una prima tipologia, quella dei rifiuti organici viene raccolta 2 volta a settimana (3 volte nei mesi estivi), mentre 1 volta a settimana vengono raccolte altre 4 tipologie: secco non riciclabile, carta e cartone, vetro, plastica e metalli. Plastica e metalli vengono poi separati a valle nel centro di raccolta, l’alluminio viene separato per magnetismo inverso e gli altri metalli manualmente.

Per i restanti 18 comuni più piccoli (fra i 3.000 e gli 8.000 abitanti), è il solo secco residuo che viene raccolto porta a porta, le altre 4 tipologie vengono raccolte con una “prossimità capillare”, ovvero delle isole ecologiche molto diffuse (una ogni 60 abitanti) con 5 contenitori non troppo grossi (fra i 240 e i 360 litri) per le 4 diverse tipologie. Alcuni di questi comuni stanno però passando anch’essi al porta a porta integrale perchè il sistema della “prossimità capillare” si è dimostrato poco efficace producendo rifiuti di scarsa qualità, sull’organico ad esempio si evidenziavano impurità anche fino al 20%, con conseguenti problemi causati agli impianti di compostaggio.

In definitiva quindi, il sistema adottato può essere più o meno funzionale essenzialmente ad obbiettivi di qualità del rifiuto, mentre per la quantità è sufficiente differenziare le 5 tipologie suddette e già ci sono buone probabilità di raggiungere in tempi ragionevoli la soglia fissata per legge del 65%.

Va detto che, per il momento, non vi sono indicazioni legislative che obbligano a rispettare percentuali di ricuperabilità mentre la qualità potrebbe invece essere determinata proprio da questo parametro. Di fatto quindi gli obbiettivi imposti dalla legge sono solo in termini di quantità.

Ad esempio se un comune raccoglie in maniera differenziata il 75% dei rifiuti, ma poi su questi rifiuti esiste un’impurità del 20%,, ovvero ulteriore scarto che va in discarica, ecco che quel 75% (a prima vista virtuoso) si ridurrebbe al 60% ovvero al di sotto della soglia di legge, che come detto pretende invece il risultato minimo del 65% ma “lordo”.

Per tutte le altre tipologie di rifiuti, il consorzio mette a disposizione le cosiddette Stazioni Ecologiche (o Centri Ambientali). La loro diffusione è abbastanza diffusa nel territorio dei 33 comuni, anche se non ce ne sono in tutti i comuni. Sicuramente ce né una in ognuno dei comuni più grandi. Qui, oltre a tutte le altre tipologie minori (oli, gomme, ecc.)  vengono raccolte le altre 3 tipologie principali: il verde, gli ingombranti, i rifiuti RAE (Apparecchiature elettriche ed elettroniche). Queste 3 tipologie vengono anche raccolte a domicilio dietro appuntamento, ma con limiti ben definiti, ad esempio gli ingombranti in numero non superiore a 3.

Il vicesindaco di Saltara ha spiegato che il comune di Saltara fin dal 2004, negli anni, ha stipulato con Aset S.p.A. diversi contratti per diverse tipologie di servizio (raccolta stradale, isole ecologiche, raccolta del verde, raccolta per utenze non domestiche) ed ognuno di questi ha scadenze diverse spesso molto avanti nel tempo.

Il sovrintendente de “La Terza Via” chiede che implicazioni potrebbero esserci dal punto di vista legislativo e contrattuale nel caso si volesse rescindere anticipatamente uno o più di questi contratti, e fino a che punto il Comune è libero di indire una gara per un nuovo servizio di raccolta differenziata o addirittura rescinderli tutti e mettere a gara tutta la nuova gestione dei rifiuti.

Il presidente della Consulta Ambientale afferma che un paio di comuni della nostra provincia nelle stesse condizioni di Saltara hanno rescisso i contratti con il gestore e indetto la gara di appalto, un altro ha richiesto un servizio particolare diverso da quello standard che Aset propone ai comuni del comprensorio. 

La Dott.ssa Filonzi risponde che probabilmente nei contratti di cui sopra vi sono previste penali per la rescissione, quindi occorre valutare attentamente se ci sono e quanto siano pesanti.

Naturalmente nel caso di indizione di nuova gara, il vecchio gestore dovrebbe essere messo in condizione di partecipare, e nel caso rivincesse la gara potrebbe anche rinunciare ad incassare le penali, diverso sarebbe se non rivincesse, perché il comune a quel punto dovrebbe sostenere l’onere aggiuntivo del pagamento di tali penali.

Comunque va tenuto conto che vi è una certa confusione legislativa e conflitti fra le normative regionali, statati ed europee.

La legge regionale prevede che gli attuali gestori del servizio rifiuti devono portare avanti i loro compiti contrattuali “in proroga” (quindi con stesso importo e stessa modalità) finche gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) le cui competenze saranno estese ai rifiuti oltre che all’acqua, non prenderanno in carico la questione e faranno loro eventualmente nuove gare d’appalto.

Questo di fatto ostacola l’osservanza della norma europea che obbliga a raggiungere il 65% di raccolta differenziata, la cui scadenza prevista è prevista anteriormente all’attivazione sul versante rifiuti degli ATO. Risulta infatti evidente che per raggiungere tale obbiettivo è necessario attivare e progettare nuovi servizi, non andare in “proroga” agli esistenti.

La situazione viene ancor più ingarbugliata da una recente legge dello stato che addirittura impone la chiusura degli ATO.

Il Sovrintendente de “La Terza Via” sulla base di quanto detto e prendendo atto che un comune come Saltara, in altra provincia, non può essere integrato organicamente ed istituzionalmente al consorzio CIR33, chiede se il CIR33 può fornire al comune di Saltara, qualora gli amministratori lo volessero, dei servizi di consulenza.

Ad esempio propone, e chiede se, istituzionalmente e funzionalmente, fosse possibile avere da CIR33 supporto su quanto segue:

1) Analisi approfondita dei 2 progetti già presentati da Aset S.p.A. al Comune di Saltara e consigli/proposte per il loro miglioramento e per valutarne l’aspetto economico (visto che in mancanza di gara e senza possibilità di confronto con un concorrente, i prezzi dei vari servizi sono fissati dalla posizione dominante di fornitore unico). In pratica una perizia costruttiva di ente specializzato nel settore, terzo, pubblico, esperto, senza alcun conflitto di interesse visto che istituzionalmente non può essere un concorrente di Aset, a garanzia della buona scelta che il consiglio comunale dovrà frare al momento di approvare uno di questi progetti.

2) Eventuale stesura di un nuovo progetto da sottoporre e far quantificare ad Aset in termini di costi

3) Progetto di informazione e formazione ai cittadini quando il servizio partirà

4) Eventuali campagne informative o di sensibilizzazione

5) Eventuale servizio di controllo (ispettori ambientali).

La dott.ssa Filonzi risponde che sono tutte cose che rientrano nelle competenze del CIR33 e che sono poi servizi che il consorzio svolge per i propri comuni affiliati. Compatibilmente con il tempo a disposizione e senza penalizzare le attività in corso per i propri consorziati (ad esempio in questo momento un’importante gara europea), questo può avvenire anche per altri enti, anche fuori provincia, sulla base di precise convenzioni o incarichi di consulenza.

Il Vicesindaco, esprime il suo interesse per la valutazione da parte del CIR33 dei progetti Aset.

Ca 13/1/2011. La discarica di Barchi.

A margine dell’incontro con Aset, si è anche parlato della questione legata alla proprietà e gestione della discarica di Barchi.

Il Sindaco di Saltara ha spiegato ai presenti del gran lavoro di contrattazione e mediazione che è stato fatto fra tutti i comuni dell’ex Comunità Montana, durante il quale i Sindaci di Fossombrone, Saltara e Barchi, rappresentanti di oltre il 50% dei cittadini del comprensorio, si sono battuti affinché proprietà e gestione fossero attribuiti in percentuale sul numero di abitanti e tutti i comuni, evitando assolutamente che la proprietà non venisse separata dalla gestione. Gli altri sindaci invece essendo a maggioranza di Comuni (ma non di abitanti) sostenevano che proprietà e gestione potesse essere disgiunta. A queste trattative è seguita la recentissima approvazione da parte del Consiglio Regionale delle Marche, di una legge che ha stabilito l’ipotesi della separazione fra gestione (data al 100% a Barchi, che se l’è ritrovata per imposizione della Regione) e proprietà (data in percentuale ai vari comuni in base al numero di abitanti). A questo si aggiunge che i dipendenti amministrativi della CM che gestivano la discarica sono stati assegnati al comune di Barchi, mentre i dipendenti tecnici, ovvero gli esperti della gestione vera e propria delle problematiche sostanziali di una discarica, sono stati assegnati alla provincia, e svolgeranno per Barchi solo un ruolo di consulenza saltuaria.

Sulla questione, con enorme sorpresa degli altri sindaci, il sindaco di Mondavio, sostenendo in Regione che i problemi ambientali della discarica, per posizione geografica, ricadono più su Mondavio che su Barchi, ha ottenuto con una “appendice” alla legge regionale di cui sopra, la concessione del 30% della gestione. Questo ha rimesso tutto in discussione, e sta creando contenziosi e controversie sull’intera questione, oltre che lasciare in dote ai cittadini una discarica con evidenti problemi di gestione e di impatto ambientale.

CA 13/1/2011. La raccolta differenziata a Saltara secondo Aset

Si è svolta ieri sera a Calcinelli una riunione della Consulta Ambientale di Saltara, presenti oltre ai Membri ufficiali della Consulta stessa, di cui 2 del movimento-civico “La Terza Via” ed 1 dell’associazione culturale Liberamente, il sindaco di Saltara, due consiglieri comunali di minoranza, il sovrintendente de “La Terza Via” e due esponenti dell’Aset S.p.A. di Fano. 

La seduta è stata monotematica: analisi delle due proposte che Aset ha fatto al Comune di Saltara, per la raccolta differenziata.

 

Il Sindaco e Vice-sindaco, hanno spiegato che bisogna affrontare la questione della differenziata in fretta, perché le leggi impongono che entro il 2012 solo un massimo del 35% dei rifiuti prodotti possa essere conferito in discarica, pena l’obbligo di pagare pesanti sanzioni (Ecotassa). Hanno informato che Aset svolge il servizio per 18 comuni del circondario, che i comuni con amministrazioni cambiate nel 2009 (quindi compreso Saltara), sono quelli più in ritardo, e che Saltara avendo appaltato in passato la gestione della Tarsu ad una società esterna e non disponendo di dati, ha dovuto impiegare ben 6 mesi solo per fornire ad Aset quelli di cui aveva bisogno per poter formulare la proposta.

Hanno infine concluso la premessa dicendo che sono state richieste due ipotesi di progetto, con relativi costi, solo per avere un confronto, ma che in realtà c’è la convinzione di andare verso il porta a porta integrato dalle isole ecologiche, perché più funzionale ad abituare i cittadini a separare direttamente in casa.  

Il Dott.Sartini di Aset ha spiegato che sono state formulate le seguenti due proposte:

-       la prima è quella del “porta a porta integrato a prossimità” quella praticata già in tutti i quartieri di Fano (in un quartiere fin dal 2003) e in tutti gli altri comuni tranne 1, consiste nella differenziazione di 8 tipologie di rifiuti.

a)     Un porta a porta dedicato a 3 tipologie di rifiuti (Organico, non riciclabile, carta e cartone)

b)    una raccolta di prossimità basata su isole ecologiche come quelle gia esistenti, ma in numero maggiore, dedicato ad altre 5 tipologie (Vetro, Plastica, Metalli, Indumenti Usati, Sfalci). Tutto il resto dovra essere conferito al centro di raccolta differenziata in via dei Platani a Fano.

-       la seconda è quella “esclusivamente di prossimità”, fatta solo perchè richiesta dall’amministrazione Saltarese, e che prevede solo la raccolta di prossimità (b) per tutte le 8 tipologie di rifiuti.

In entrambi i casi scompariranno gli attuali cassonetti dell’indifferenziata dalle strade del Comune, la cui eliminazione costringerà a suddividere i rifiuti in casa ed a cambiare le abitudini.

La seconda proposta, viene solitamente considerata un obbiettivo da raggiungere in un secondo momento, quando le abitudini ed i comportamenti saranno consolidare

 

Il Sindaco ha informato i presenti, che dopo l’insediamento della nuova amministrazione sono stati già attivati con Aset 3 nuovi servizi di raccolta, gli Sfalci, e, limitatamente alle grandi utenze, il vetro e il cartone. Ha anche affermato che per i nuovi servizi previsti dal progetto, almeno per i prossimi due anni non ci saranno aumenti tariffari per i cittadini. 

Il Dott.Sartini, riportando le esperienze dei comuni cha hanno attivato il servizio nel 2010, ha detto che alcuni hanno già raggiunto l’obbiettivo del 70% in pochi mesi, nel caso di Mondavio addirittura dopo un solo mese, gli altri hanno comunque tutti raggiunto il limite minimo del 65% previsto dala legge

 

I presenti hanno posto domande, richiesto chiarimenti, espresso le loro perplessità, soprattutto sugli aspetti pratici che toccano da vicino i cittadini, ed il Dott.Sartini e la sua collaboratrice hanno fornito le loro risposte ed il loro punto di vista. 

Particolarmente attivo ed incalzante un Membro della Consulta e rappresentante dell’associazione culturale LiberaMente, che ha caldeggiato obbiettivi più ambiziosi, puntando sul una raccolta differenziata porta a porta più spinta, e prevedendo ulteriori tipologie (oli, gomme, ecc.) non previste dal progetto, ma decisamente più dannose per l’ambiente. Ritiene anche ottima per tali obbiettivi la scelta del conferimento con tessera magnetica, deciso dal Comune di San Costanzo, per premiare i conferimenti virtuosi dei cittadini.

 

Il sovrintendente de “La Terza Via” invece chiede chiarimenti sugli aspetti economici, amministrativi e legislativi: siccome l’aumento della percentuale di raccolta è legato alla virtuosità dei cittadini e della gestione, ed il bilancio della Aset S.p.A. non è legato ad aspetti civici del bene comune ma ad aspetti esclusivamente economici, osserva che le due cose potrebbero non andare d’accordo, e chiede per questo se Aset S.p.A. prevede un margine di contribuzione sui ciò che chiede di pagare ai Comuni, o applica solo i “costi vivi” come dovrebbe fare un vero Ente di Diritto Pubblico. Pone anche la questione tariffaria che ne è conseguenza: ci saranno riduzioni per chi sarà più virtuoso? Chi deciderà le politiche tariffarie? Pone anche la questione dei vincoli posti sul futuro da accordi pluriennali sottoscritti in passato, della mancanza di gare di appalto pubbliche per l’assegnazione del servizio di gestione dei rifiuti da parte del comune, sia in passato, che anche oggi. 

Sartini spiega che gli ultimi bilanci non hanno registrato utili, che la filosofia della sua azienda è quella della sola copertura dei costi (naturalmente non solo i costi industriali della raccolta vera e propria –mezzi, uomini, smalitimento, costi discarica, ecc.- ma anche i costi generali di struttura). L’unico rischio di impresa è legata dal fatto che la maggior parte dei ricavi, ovvero ciò che devono pagare i comuni, viene stabilito prima, mentre i costi (ed i ricavi derivanti dallo smaltimento del differenziato) sono evidentemente a consuntivo.

Per quanto riguarda le tariffe, per il momento è il comune che le decide, in base a quanto vuol coprire di quel che paga ad Aset, ma la legislazione è in continua evoluzione ed a volte contraddittoria, siamo quindi in una fase di transizione in cui non è facile muoversi. Probabilmente al termine di questa transizione, vi sarà un ATO (Ambito Territororiale) di respiro regionale, che si occuperà delle gare di appalto, delle tariffe, degli investimenti e delle scelte strategiche, e le attuali società multi-utility come Aset (nelle quali come prevede il decreto Ronchi dovranno entrare obbligatoriamente i privati nella misura minima del 40%) avranno solo compiti di gestione. Aset sta anche cercando di mitigare l’impatto dell’ingresso dei privati, per cui farò a breve una gara d’appalto, vincolando lo stesso a compiti operativi ben precisi, ad esempio sostenendo i costi della realizzazione di un impianto di compostaggio.

Riguardo agli accordi del passato, questi sulla base dei nuovi scenari legislativi, saranno necessariamente rimessi in discussione, ma oggi come oggi la situazione è estremamente indefinita ed incerta.

Nello specifico del momento attuale e della scelta che farà il Comune di Saltara, l’Aset deve essere vista esclusivamente come un fornitore di Servizi dinamico, che si muove dietro indicazione degli amministratore e si adatta sulle loro scelte, limitandosi a quantifica il costo di ciò che viene da loro richiesto e che il comune dovrà sostenere, ma questo potrebbe mutare presto con l’avvento di nuovi scenari.

 

Si dice infine perplesso sull’introduzione del sistema a tessera magnetica richiesto dal Comune di San Costanzo, non sul principio o sul merito, ma esclusivamente per aspetti tecnico-pratici-economici, visto che i lettori hanno un costo non indifferente, sono ancora ingombranti e pesanti, non riescono a quantificare con esattezza i quantitativi conferiti, e creano ostacoli e problemi ai mezzi raccolta. Non si mancherà comunque in futuro di valutare eventuali nuove soluzioni tecniche.

N.D.R. Si confida nel contributo dei presenti per precisazioni ed aggiunte per quanto non correttamente riportato, od omesso.

Verbale Consulta Ambientale Saltara del 26 luglio 2010

Verbale provvisorio, in attesa di approvazione.

Consulta Ambientale del 26 luglio 2010.

ODG

1) Discussione ODG sull acqua bene pubblico, proposta dal movimento civico La Terza Via

2) Società di scopo: vincoli ed opportunità per investire in energie rinnovabili

3) Approvazione verbali delle sedute precedenti

4) Varie ed Eventuali

Presenti.10:

6 Membri della Consulta Ambientale: Vladimiro Perlini, Giovanni Battistelli, Gerard Birarelli, Nadia Balducci, Domenico Pietrelli, Franco Cenerelli.

4 Invitati esterni alla Consulta (senza diritto di voto):

3 del Movimento civico La terza Via: Maurizio Rondina, Katia Lumachi, Corrado Grottaroli.

1 Consigliere di Maggioranza: Enrico Mei.

Assenti: 4 Membri della Consulta Ambientale: Raffaella Rossini, Fabrizio Banci, Andrea Giuliani, Claudio Tombini.

Inizio. 21:15

Fine. 01:15

1) ODG sull acqua pubblica

Perlini dà la parola a Rondina primo firmatario della proposta di ODG sull acqua pubblica da presentare al prossomo consiglio comunale, per illustrare tale questione al primo punto all ordine del giorno della Consulta.

Rondina legge ai presenti il testo l ODG sull acqua sull acqua pubblica, e ne illustra i principi e le finalità. Evidenzia che al di la dell approvazione di tale ODG è importante pianificare bene l introduzione delle nuove norme statutarie sullo statuto comunale, visto che la procedura istituzionale di revisione statutaria è lunga e laboriosa e che quindi non si modifica più di una volta o due nel corso di una legislatura.

Perlini: sullo statuto stiamo già lavorando anche perché dobbiamo recepire alcuni adeguamenti obbligatori per legge.

Rondina: cerchiamo allora di inserire anche le 4 norme previste nell ODG per quel che concerne l acqua.

Lumachi: Riguardo all ente di diritto pubblico citato nell ODG, vorrei dire che l attuale A.T.O. è una istituzione che va nel senso dell ODG, quindi è sottinteso l impegno a tutelare tale istituzione. E importante, come avviene spesso nel testo, affermare che non vi debba essere rilevanza economica. Il Servizio Idrico Integrato andrebbe gestito in maniera consortile fra i Comuni con la supervisione dell A.T.O. come sembra si voglia fare ad esempio anche per il depuratore unico di Cartoceto e Saltara, come si dovrebbe fare per la realizzazione delle reti duali.

Battistelli: La speranza è che gli ATO rimangano e non vengano soppressi.

Rondina: un decreto governativo né stabilì la soppressione i primi di marzo 2010.

Perlini: sembra ci sia stato un passo indietro, e sembra che gli A.T.O. rimangano. Piuttosto occorre fare chiarezza sul concetto di rilevanza economica che riecheggia più volte nel testo dell ODG, perché un altro ODG in materia presentato in Consiglio Comunale a dicembre 2009 dalla minoranza fù bocciato dalla maggioranza, proprio per disaccordo su tale concetto: la tariffa è stabilita dall A.T.O. (pubblica), quindi dovè la rilevanza economica? Se un azienda riesce ad economizzare su un servizio, va a vantaggio dei cittadini, se cio che si è risparmiato viene reinvestito per potenziare il servizio stesso.

Balducci: un investimento per il miglioramento dell acqua (esempio rifacimento tubazioni) può migliorare la qualità dell acqua erogata nelle abitazioni ed incentivare l uso per uso potabile domestico, invece delle acque minerali. Potrebbe sembrare un maggior consumo di acqua pubblica di acquedotto, invece in generale è un risparmio per le famiglie, che non avrebbero più i costi dell acqua minerale.

Grottaroli: Il concetto di rilevanza economica è legato al concetto di mercato, di fatto non ci sarà concorrenza, ma un monopolista, quindi non ha più senso ne il concetto di mercato, ne la rilevanza economica.

Cenerelli: al privato interessano solo gli utili, non l interesse dei cittadini a che il servizio idrico sia ottimale.

Birarelli: se l ingresso del privato potesse servire per migliorare le reti colabrodo, ovvero il problema degli spechi (stimati nella misura ragguardevole del 37%) potrebbe essere positivo.

Rondina: il problema è che al privato costa meno perché spesso non rispetta le regole (lavoro precario o sommerso, scarsi controlli, materiale utilizzato scadente, ecc.) ma poi ne risente il risultato finale per i cittadini. Lo si vede nella pessima qualità dei lavori pubblici, ove al di la dei progetti, delle norme e delle prescrizioni il risultato finale è spesso scadente, ed andando alla ricerca di responsabilità avviene uno scarica barile fra chi ha progettato, chi ha fatto, chi ha controllato, chi ha collaudato. Il pubblico non può scaricare i suoi compiti e le sue responsabilità (anche di garanzia fiscale, previdenziale ed assicurativa sui lavoratori), dando al privato perché non ha carattere, forza e determinazione per imporre le regole e farle rispettare alle sue maestranze interne. Questo sarebbe il compito dei dirigenti comunali. Non possiamo dare compiti all esterno, perché i nostri dirigenti non riescono a farsi rispettare. Sarebbe rinunciare alle proprie prerogative, all autorevolezza delle istituzioni, una disfatta per la democrazia. Appaltare servizi pubblici ai privati perché il pubblico non ha capacità ed autorità a gestirli, è la negazione della democrazia e delle istituzioni, è un riconoscimento implicito del loro fallimento.

Perlini: non stiamo esternalizzando sempre per principio, ad esempio la fiera e lo sfalcio del verde, li abbiamo riportati internamente. Altre cose invece conviene le vorremmo esternalizzare. Insomma occorre decidere di caso in caso, valutando a fondo i vari aspetti.

Rondina: purchè la valutazione non sia solo economica.

Lumachi: non voglio demonizzare il privato, voglio che si valuti bene che se il servizio

idrico rimane pubblico rimane agli enti locali, ai cittadini di oggi e quelli di domani, se è privato no. se è privato rischiamo di monetizzare anche quel poco che ci rimane del nostro comune per supplire alle richieste del privato nel corso dei termini del contratto, non possiamo infatti pensare ad un benficio a breve termine per indebitarci in futuro non è civile nè leale nei confronti delle generazioni che verranno . Il pubblico è una garanzia che dobbiamo far diventare una realtà, solo alcuni aspetti del Servizio Idrico Integrato potrebbero essere privatizzati (esempio servizio fatturazione) purché siano marginali, non strategici. Non deve andare esternalizzato tutto il servizio idrico in blocco. Occorre anche valutare tutti gli impatti e le ricadute a lungo termine: come saranno le nostre reti fra 20 anni. Il privato farà la miglior manutenzione possibile in assoluto, o farà lo stretto indispensabile (ed al minor costo) per arrivare alla scadenza del suo contratto. La rilevanza economica che nega l ODG è questa: le cose si fanno perché vanno fatte per garantire il servizio ottimale nel tempo, non perché convengono economicamente.

Pietrelli: occorre anche considerare che i servizi pubblici di oggi, per la loro scarsa efficienza, sono molto discutibili.

Lumachi: è vero ed è proprio per questo che lottiamo affinché, si ripensi un pubblico democratico
che applicato al servizio idrico non può essere che un ente di legittimo diritto pubblico concorde all’art. 31 cost. che lo prevede, è quello che ho detto e ci tengo che sia così.

Birarelli: Vorrei chiedere a Perlini cosa sta facendo l amministrazione comunale per la distribuzione dell acqua nelle scuole, per le fonti pubbliche che disperdono molta acqua (ad esempio quella nei pressi dell ufficio postale di Saltara) che potrebbe essere captata, ed infine perchè il prg non stabilisce che nelle nuove costruzioni sia obbligatoria la captazioni delle acque ed il recupero idrico.

Perlini: Sono 3 argomenti sui quali ci stiamo muovendo. Per l acqua nelle scuole se ne sta occupando l assessore Brunori, stiamo considerando anche esperienze altrui, in quanto in alcuni comuni i potabilizzatori/depuratori/addolcitori di plesso sono stati rifiutati dai genitori.Per il recupero e la captazione delle fonti, fra cui quella segnalata, ce ne stiamo interessando, anche perché riceviamo puntualmente molte osservazioni di cittadini (alcuni anche insistenti) in merito. Per quanto richiesto per le nuove costruzioni, tali obblighi si possono sancire anche in regolamento edilizio a prescindere dal prg, e lo integreremo presto in tal senso.

Rondina: Nella fonte di cui ha accennato Birarelli, cè scritto acqua non potabile ma tale indicazione risale a quando molto decenni or sono, esisteva il mattatoio a monte della stessa fonte, è molto probabile che rifacendo adesso le analisi, quell acqua sia invece potabile e possa essere recuperata ed immessa nella rete idrica.

Lumachi: Nell ODG si fa riferimento anche all azione, non quindi solo affermazioni di principio, ma impegno ad intervenire fattivamente: la nostra situazione non è rosea, il Servizio Idrico Integrato della nostra regione si basa sul 70% di acque superficiali, quindi fra quelle più a rischio, occorrono interventi strutturali che potenziando la captazione di acque sotterranee, ci renda meno vulnerabili dalle stagioni e dai mutamenti climatici. Si fa anche riferimento all impegno in ambito mondiale e per assicurare il diritto all acqua a tutti nel mondo. Vi sono previsioni poco rassicuranti per il 2020 e occorre che tutti facciano qualcosa, noi non possiamo stare a vedere.

Perlini: Sono generalmente daccordo con il testo dell ODG, chiedo solo di modificare la dicitura rilevanza economica più volte ricorrente nel testo in rilevanza economica privata, tanto per precisare che non deve esserci speculazione, ma che se ci fosse un utile per una gestione virtuosa, questo debba essere reinvestito nella rete, non in maggiori compensi per dirigenti, consulenti, collaboratori, o in maggiori dividendi azionari. Poi non nascondo la perplessità sugli ultimi due punti, ove ci sottoporremmo all impegno di affermare le cosiddette nuove norme statutarie in ambiti extra regionali, ed extra nazionali. Il comune non è un movimento, è una istituzione, e al di là dell ambito regionale non può fare gran chè. In ogni caso la maggioranza si riserva di rivisitare un po il testo, prima di portarlo in Consiglio Comunale ove potrebbe essere integrato ed emendato anche dalla minoranza. Contiamo comunque di portarlo in approvazione o nel prossimo consiglio di agosto, o al massimo in quello successivo dopo le ferie d agosto.

2) società di scopo.

Perlini: la manovra finanziaria correttiva del Governo in itinere, che dovrebbe essere approvata entro il 31 luglio 2010, sembra non consenta più ai comuni la realizzazione di società di scopo come quella che avevamo in mente. Quindi se ne riparlerà a settembre, quando tale manovra del Governo sarà definitiva.

Certo questa società era molto legata al discorso dei nostri progetti sulle energie rinnovabili e sul fotovoltaico. Se tali nostri progetti non potranno essere affrontati nell ambito di una società di scopo, rimarrà la via dell Unione di Comuni, anche 2 soli comuni, anche per il solo fotovoltaico.

Il nuovo conto energia recentemente pubblicato, contrariamente a quanto affermato anche dallo stesso assessore provinciale Porto che abbiamo avuto con noi negli scorsi mesi, incentiva ancora gli impianti a terra, contrariamente a quanto sembrava.

Rondina: qualcuno dei presenti ha letto sul portale web de La Terza Via della proposta di conversione del progetto Laghi 3 da capannoni a pannelli fotovoltaici. In fondo invece di 100.000 mq di superficio coperta, potrebbero destinarvi un area ben più ampia, forse addirittura l intera estensione, ci risparmieremmo gli scenari previsti dalle Valutazioni di Impatto Ambientale del progetto di lottizzazione e dalle Valuationi Ambientali Strategiche della variante generale al PRG dello scorso anno.

Perlini: penso che una simile ipotesi non sia economicamente sostenibile, ma se qualcuno cifre alla mano e con un articolato progetto industriale può provare il contrario, penso possa trovare disponibilità ad essere ascoltato, anche se i lottizzanti della Laghi 3 sono già molto provati dai tempi lunghissimi degli iter burocratici, penso che proporgli di rivisitare il progetto in altro senso non gli facci a molto piacere, a meno che non sia molto vantaggioso economicamente.

Grottaroli: Non sono d accordo ne coi capannoni ne con i pannelli a terra, è necessario che questa area rimanga di fatto agricola. Non occorre si faccia nulla, ci penserà la contingenza economica, la grande disponibilità di capannoni e di aree a costi molto inferiore, a fermare entrambi i propositi.

Perlini: teniamo conto che 1 ettaro di terreno agricolo ha un valore di mercato 20 volte inferiore ad 1 ettaro di terreno industriale. Che i proprietari agricoli originari, hanno già venduto a imprenditori industriali, terreni in tale area a prezzi 10 volte superiori (quindi a metà fra i 2 valori di mercato) e che nel caso ci si sognasse di rimettere mano al PRG per riportare agricola la zona, il giorno dopo questi chiederebbero risarcimento al comune (atto di compravendita alla mano) per la maggior somma pagata.

3) Verbali sedute precedenti

Argomento non affrontato

4) Varie ed eventuali

Smaltimento amianto.

Perlini: Il 5/6 il Consiglio Comunale riunito con quello dei ragazzi, ha preso formalmente l impegno a varie cose in tema ambientale, tra cui (su proposta del capo gruppo di minoranza Uguccioni) lo smaltimento dell amianto.

Volevo informarvi che nel frattempo abbiamo accertato la presenza di un monitoraggio in materia realizzato nel 2001, e quindi disponibile per pianificare degli interventi. Vennero inviati dei questionari a vari cittadini di Saltara, e tornarono in regione120 risposte di cui 40 affermavano di avere amianto. Vorrei proposta a questa consulta l organizzazione di un momento pubblico in ottobre, ove informare riguardo alle norme di recupero, ad eventuali incentivi, ad eventuali soluzioni di sostituzione di tali coperture (es.pannelli fotovoltaico).

Abbiamo nel frattempo appurato, che i problemi principali del nostro comune su questo fronte sono 3 e su questi ci siamo già attivati.

Per lo stabilimento ex Simon (proprietà B&B invest,) abbiamo gà appuntamento a breve per un incontro nel quale discuteremo di come affrontare la questione nel più breve tempo possibile.

Per lo stabilimento ex ideografica di Postavecchia, esiste da tempo un progetto di edilizia residenziale (palazzina con 24 appartamenti) dello studio Tomassini, subordineremo il permesso di costruzione allo smaltimento delle coperture in amianto entro data certa.

Per l ex-Cinema, abbiamo inviato già una raccomandata alla ditta proprietaria nuovo flaminio srl ove li invitiamo a porre rimedio alla situazione.

Rimangono poi tutte le coperture in ambito privato, i capanni e capannoni agricoli, ecc. sul privato è difficile censire, il lavoro sarebbe capillare, dovremmo incaricare dei tecnici ed il lavoro sarebbe comunque lungo e costoso.

Balducci: un censimento anche per gli edifici privati da bonificare? Potrebbero farlo dei volontari, anche noi stessi della consulta.

Battistelli: ci vogliono competenze specifiche, saper riconoscere le coperture grigie ondulate Eternit che contengono amianto, da quelle successive al bando che invece non lo contengono.

Lumachi: ci sono guardie ecologiche con patentini, quindi già addestrate, che potrebbero farlo

Perlini: ringrazio per i suggerimenti

Iniziativa distribuzione borse in cotone riusabili, per sensibilizzare a evitare borse di plastica.

Perlini: ho richiesto un preventivo per 1000-2000 pezzi, misure 40×28, costo 80 centesimi+iva,

Balducci: anch io ho richiesto un preventivo ad una Ditta con finalità di solidarietà (circuito altra economia).. Per la sola borsa (senza stampa) in cotone organico, misure 36×40, 1.000 pezzi, il costo è di 85 centesimi iva. Stampate invece in quadricromia il costo passa a1,06 euro, stampata ad 1 colore praticamente costa come la sola borsa. Proporrei di stamparle in 1 solo colore con la sola scritta comune di saltara e distribuirle ai bambini delle scuole, che potrebbero disegnarci e portarle a casa.

Richieste dei presenti

Balducci: esula dall ODG, ma dovremmo parlare anche di cose più terra a terra, mancano i cestini, anche vicino a nuove panchine.

Grottaroli: Vorrei richiedere come l amministrazione si sta muovendo a proposito della raccolta differenziata?

Perlini:

Sono molto dispiaciuto della segnalazione sulla mancanza dei cestini, sono cose che in un comune non dovrebbero esistere. Faremo il possibile per migliorare la situazione.

Riguardo ai rifiuti: siamo nella fase di monitoraggio e raccolta dati, sia per le utenze domestiche, che per le utenze produttive suddivise per tipologie. Fase necessaria questa, da parte dell Aset, per avere un preventivo e capire l entità esatta dell eventuale maggior costo per il comune. Il nostro obbiettivo sarebbe quello di eliminare cassonetti nelle strade entro i primi mesi del 2011. Si pone poi il problema di come finanziare questo maggior costo: intendiamo farlo con il recupero dell evasione della tassa sui rifiuti, in alcuni casi totali. Tale evasione è causata dal metodo usato dalla ditta Maggioli per stabilire l entità delle cartelle dei singoli utenti (sui ruoli e non su identificativi catastali), sulla mancanza di comunicazione delle nuove abitabilità, sulle carenze organizzative e comunicazione fra la stessa ditta Maggioli ed in nostri uffici interni. Per avere tale disponibilità in cassa i tempi però non sarebbero certi, e sicuramente non entro i primi mesi del 2011, potremmo comunque avere indicazioni per i successivi Bilanci infrannuali, ed andare a regime con indicazioni precise per l esercizio 2012.

Grottaroli: Quale sarà l offerta dei servizi, quale percentuale di raccolta differenziata sul totale si raggiungerà? Che obblighi abbiamo con Aset, da non poter percorrere strade alternative?

Perlini: Il vincolo con l aset è molto pressante. Abbiamo con loro diversi contratti per diversi servizi, con diverse scadenze, ma interdipendenti fra loro. Dal loro punto di vista la eventuale raccolta differenziata sottrarrebbe fatturazione all indifferenziata. L Indifferenziata è contrattualizzata ancora per 5 o 6 anni e su tali tempi sono stati tarati in passato, piani di ammortamento di investimenti fatti sull indifferenziata. Se dovessero quindi avere minori entrate rispetto al previsto, qualche scompenso lo avrebbero.

I servizi porta a porta saranno i seguenti: secco, carta e cartone (ogni 15 giorni), umido (ogni 2 giorni).

Per gli obbiettivi di raccolta, ci è stato riferito che Saltara è assimilabile ad un quartiere di Fano come Vallato. In tale quartiere in 2/3 anni, si è arrivati al 50%. L obbiettivo finale per tale quartiere (e quindi anche per noi) è il 65%.

Consulta Ambientale del 5 luglio 2010

Consula ambientale del comune di Saltara del 5 luglio 2010.

Ordine del Giorno:

1) Area di Espansione denominata “Laghi 3″. Presentazione studio di impatto ambientale a cura del dott. Massimo Rondina, consulente delle ditte lottizzanti

2) società di scopo. Vincoli ed opportunità per investire in energie rinnovabili. Relaziona l’ assessore al bilancio Eros Manocchi

3) Approvazione verbale seduta precedente

4) varie ed eventuali

RESOCONTO INTEGRALE (in attesa di approvazione)

Consulta Ambientale del Comune di Saltara di Lunedì 5 Luglio 2010 ore 21.00

Verbale.

Inizio riunione ore 21.15.

Presenti: Vladimiro Perlini, Nadia Calducci, Raffaella Rossini, Domenico Pietrelli, Fabrizio Banci, Giovanni Battistelli, Gerard Birarelli, Franco Cenerelli, Claudio Tombini.

Presenti in quanto avrebbero presenziato alla concomitante assemblea mensile del movimento civico “La Terza Via”, ed invitati in questa sede dal Presidente della Consulta Ambientale: Katia Lumachi, Maurizio Rondina, Alfio Magnesi, Cristian Bellucci, Andrea Cappellini,

Relatori: Eros Manocchi, Massimo Rondina, Fabio Cicoli.

Totale presenti: 17.

Ordine del Giorno:

1) Area di Espansione denominata “Laghi 3″. Presentazione studio di impatto ambientale a cura del dott. Massimo Rondina, consulente delle ditte lottizzanti

2) società di scopo. Vincoli ed opportunità per investire in energie rinnovabili. Relaziona l’ assessore al bilancio Eros Manocchi

3) Approvazione verbale seduta precedente

4) varie ed eventuali

La riunione si conclude alle 23:45 con l’ esame del solo primo punto all’ ordine del giorno, e rinvio degli altri alla prossima riunione di lunedì 19 Luglio ore 21, con l’ aggiunta dell’ esame del testo di ODG sull’ acqua pubblica per il prossimo consiglio comunale, proposto all’ amministrazione da “La Terza Via”.

1) Area di Espansione denominata “Laghi 3″. Presentazione studio di impatto ambientale a cura del dott. Massimo Rondina, consulente delle ditte lottizzanti

Massimo Rondina: L’ iter della lottizzazione è attualmente in attesa di approvazione del S.I.A (Studio Impatto Ambientale), da parte degli organismi provinciali preposti. Già in calendario una seduta convocata per giovedì ove l’ arpam darà parere su questo S.I.A. per la Laghi3, predisposto da me che coordino uno staff di professionisti esperti sui singoli aspetti (acque, aria, emissioni, rumorosità, impatto paesaggistico, rifiuti, ecc.)

Una legge del 2004  prescrive infatti di valutare attentamente tutti gli aspetti ambientali. I tempi sono lunghi perché molte e nuove sono le tematiche di cui ci si deve occupare, e la valutazione di impatto ambientale deve procedere di pari passo con progetto di urbanizzazione.

La Laghi3 è un’ area già individuata da una variante al PRG approvata dal consiglio comunale nell’ anno 2002, confermata nella variante generale al PRG approvata dal consiglio comunale nel aprile 2009. Tale variante generale soggetta a VAS (Valutazione Ambientale Strategica) per la mutata legislazione che ha introdotto la presentazione unitamente al PRG di uno studio sulla sostenibilità sociale ed urbanistica, ecc. stabilisce anche certe tipologie di attività produttive per i nuovi insediamenti. Questo S.I.A. che sto invece coordinando, valuta interferenze ed azioni esclusivamente sotto l’ aspetto ambientale. Si è iniziato con una approfondita analisi della situazione attuale. Si è proceduto con una metodologia cha ha visto i 14 privati che lottizzano (e naturalmente i loro consulenti) confrontarsi continuamente con le amministrazioni comunali passate e presenti (Uguccioni, Renzoni, Cicoli), ogni decisione quindi è stata risultato di specifiche riunioni. Ad esempio Cicoli nell’ ultimo anno ha richiesto opere pubbliche e clausole aggiuntive non previste nel progetto originario.

Fra queste la suddivisione dell’ attuale fognatura per acque miste (nere e bianche) che va direttamente nel fiume, in 2 fognature distinte per portare acque nere al depuratore e bianche nella fognatura mista attuale.

Il nuovo svincolo della superstrada, fu invece imposto dall’ amministrazione Uguccioni, con l’ intento di sollevare il traffico pesante dalla Flaminia e fu stabilito che i 2/3 delle spese fossero a carico dei lottizzanti, ed 1/3 a carico del comune di saltara.

Ma tornando al S.I.A. fu fatto oltre 5 anni or sono un progetto preliminare e stabilita una procedura di screening. Il Precedente responsabile Urbanistica e Ambiente della Provincia Ing. Moretti (oggi passato al comune di Pesaro e recentemente sostituito dalla Dott.ssa Sinigagliesi), impose uno studio molto approfondito, anche in area più vasta, chiedendo quindi di considerare anche l’ intero territorio comunale e quello dei comuni limitrofi. La legge avrebbe consentito la redazione di un progetto basato anche solo su dati bibliografici, ma vista la mancanza di letteratura in merito, si è invece deciso di fare una approfondita analisi ex novo della situazione attuale. Il primo studio iniziò nel 2005 e fu presentato in provincia nel 2007, tanto per far rendere conto i presenti dei lunghissimi tempi necessari per queste pratiche.

In tale progetto vennero fatte varie istantanee:

Istantanea delle acque (fiume, acque sotterranee, falde, sorgenti, a monte e a valle). Il risultato fu molto positivo:  analisi buona, nitrati nella norma, indice biologico esteso nella norma. I dati vennero raccolti volutamente nel periodo più critico, quello siccitoso.

Lumachi: come è andata l’ istantanea sulle acque, complessivamente?

RondinaMassimo: la valutazione dell’ organismo preposto fu “fra sufficiente e buono”.

Il censimento delle aziende, evidenzio la seguente ripartizione: 18% legno, 16% vetro, 15% sfitti, 2% carta, ecc. quindi nessun settore predominante, generalmente tutte aziende con prodotti indotti dell’ edilizia.

Componente Aria: venne fatto un monitoraggio di 15 giorni nel periodo dell’ anno più critico (inverno pre-natalizio perché più indicativo per il valore della co2, causa emissioni da riscaldamento).

Tombini: perché non anche d’ estate, solo per vedere l’ impatto dei soli mezzi di locomozione sul pm10?

Massimo Rondina: quello è stato fatto in un ambito più ampio (comprensoriale di vallata), e non solo per il pm10, ma anche per tanti altri valori. Quindi esistevano già dati bibliografici recenti.

Il progetto, per scelta dei lottizzanti, prevede un piano di monitoraggio per vedere l’ evoluzione delle “misurazioni” effettuate, nel tempo, e fa più di quanto prescritto dalla stessa legge, e più di quanto fà il monitoraggio Arpam.

Emissioni sonore: Fatte rilevazioni dalle abitazioni circostanti, l’ analisi ha evidenziato decibel nei valori previsti dalle norme acustiche. Per ogni nuovo insediamento infatti le leggi prevedono già standard di emissioni acustiche. Previsto un monitoraggio triennale.

Paesaggio: foto di area vasta, con viste, ad esempio, da Montemaggiore, e da Pieve di Cartoceto, e simulazione con aggiunta del nuovo insediamento a regime. La distesa di capannoni non era un bel vedere, quindi sono state introdotte alberature come barriere visive agli edifici. Si tenga comunque conto che l’ impatto delle attività umane è comunque stato sempre determinante per il paesaggio, ad esempio negli anni ‘40 ove l’attività principale dell’uomo era l’ agricoltura, vicino al fiume si arava e non c’era alberatura quasi per niente, oggi con la preponderanza industriale, la fascia dell’ alberatura a ridosso del fiume è notevolmente aumentata. Verranno piantate in questa nuova z.i. più di 1000 piante in tutta la lottizzazione, richiesti più arredi verdi all’ interno dei lotti. Ciò costituisce una grande novità perchè finora tutte le zone industriali della valle del Metauro, non hanno piante. Questa z.i. invece grazie all’ abbondanza di piante, vedrà addirittura mitigare l’ impatto delle proprie emissioni di CO2.

Monitoraggio traffico: 11.000 automezzi al giorno sulla vecchia Flaminia (il 30% traffico pesante)

Questo S.I.A. prefigura un impatto ambientale dilazionato nel tempo, in quanto la lottizzazione sarà a regime solo fra 10 o 15 anni. L’ analisi preliminare fatta nel 2005, non essendo iniziato alcun nuovo insediamento, può essere considerata ancora attuale.

Le opere di urbanizzazione sono sottoposte a contratti pubblico-privato, e dal momento della firma delle convenzione avranno la durata di almeno 10 anni.

Cicoli: vorrei evidenziare ai presenti che gli interventi richiesti sulle opere idrauliche (fognature) non saranno esclusive per la Laghi 3, ma riguarderanno tutto il quartiere di Postavecchia. Si approfitterà quindi per mettersi a regime ed i regola con le nuove norme, visto che quando si fecero le fognature decenni or sono, le vecchie leggi, molto carenti, non obbligavano alla suddivisione delle acque bianche da quelle nere.

Birarelli: Mi chiedo chi si occuperà della manutenzione di tutto il verde previsto.

Massimo Rondina: I privati per quanto nei loro lotti, il comune per quanto nelle aree pubbliche. In ogni caso i lottizzanti si faranno carico nei primi tre anni di garantire l’ attecchimento, e sostituire a loro spese le eventuali piante che si seccassero.

Cenerelli: Non sono convinto che lo svincolo riduca l’ impatto su traffico, chi dovrà andare a Saltara, ed i residenti, continueranno ad usare la vecchia Flaminia, congestionando il traffico ed inquinando di polveri sottili, sempre di più. Ed i nuovi residenti indotti dalla nuova z.i. saranno molti. Quanti ne prevede questo studio?

Massimo Rondina: il calcolo può essere solo empirico (impossibili calcoli scientifici), ma si è ipotizzato una crescita di 1.000 unità. L’ impatto sociale però non è oggetto di questo S.I.A. ma è previsto e stabilito nella VAS (Valutazione Ambientale Strategica) sulla recentissima variante generale al  PRG (Piano Regolatore Generale) del Comune di Saltara.

Battistelli: Può dirci qualcosa di più sulla manutenzione del verde?

Massimo Rondina: Attecchimento piante è garantito dai lottizzanti, nel senso che le piante che si seccano nei primi 3 anni, vengono sostituite dai lottizzanti. La gestione posteriore avverrà tramite privati e sponsorizzazioni unitamente all’ amministrazione comunale. La legge consente di rilasciare agibilità ai nuovi stabilimenti indipendentemente dalle piante, invece in questa z.i. si sarà costretti a piantare quanto previsto per ottenere l’ agibilità.

Cicoli: con il passare degli anni è cambiata la sensibilità ambientale di tutti, sono cambiate le leggi, è cambiata la cultura, gli stessi imprenditori delle attuali laghi 1 e laghi 2 si vergognano di come sono state progettate e di come sono tenute le loro z.i..

Tombini: quanto sono ampie le 3 z.i.

Massimo: ho i dati relativi solo alle superfici della nuova Laghi 3: totale 274.226 mq (27 ettari), coperta 99.000 mq, 27.226 mq di verde e parcheggi per 5.000 mq, per un totale standard pubblici di 32.000 mq circa, in più vi sono tutte le aree per svincolo della superstrada.

Cicoli: Nell’ ultimo anno l’ amministrazione ha richiesto un considerevole aumento della percentuale dei tetti degli edifici che dovranno obbligatoriamente essere ricoperti da pannelli fotovoltaici. La legge attuale prescrive infatti solo l’ equivalente in fonti rinnovabili per la produzione di 5 kw per ogni attività (un investimento veramente minimo sulle energie rinnovabili), quindi la nostra richiesta, introducendo l’ obbligo di costosi investimenti sui pannelli, ha rischiato di far saltare la trattativa. Alla fine dopo estenuanti trattative si è raggiunto un accordo per il 25% di copertura dei tetti.

Massimo Rondina: Tenete conto che ogni nuova richiesta dell’ amministrazione, costituisce una nuova trattativa, pensate che solo per lo svincolo i lottizzanti sborsano 3.000.000 di euro, più, ad oggi, 5.900.000 euro per tutto il resto, quasi 9.000.000 euro di investimento su opere pubbliche per circa per 27 ettari sono un caso unico in Italia. Questo per dire che la parte pubblica ha chiesto veramente molto.

Cicoli: Dobbiamo tener conto anche di impatti più ampi, che vanno al di là delle lottizzazioni oggetto di convenzione. Ad esempio i recenti lavori sulle fognature di via caduti libertà: queste da decenni non avevano mai avuto problemi, ma dopo l’ allaccio di nuove lottizzazioni (es. via Torino) le precedenti fogne sono andate in crisi. E’ stata necessaria una spesa di 10.000 euro per adeguare tali fognature. I lottizzanti di via Torino hanno rispettato le leggi, quindi è toccato al comune di farsi carico della sistemazione.

Magnesi: E’ stato previsto di fare opifici su misura per la propria attività, invece che generici? Perché non gestire la z.i. a minilotti e lasciare autonomia agli imprenditori? E’ stata prevista una zona PIP per piccoli imprenditori?

Cicoli: Rispetto alle precedenti z.i. i tempi ed il mercato sono molto cambiati: si costruirà solo quando si venderà, quindi il problema è di fatto superato. Un’ area PIP adiacente alla Laghi1 è comunque prevista dal PRG al confine con Lucrezia.

Tornano allo svincolo, invece, visto anche che non sono certi i tempi in cui i lottizzanti finanzieranno i 2/3 di propria competenza, stiamo cercando in tutti i modi di farcelo pagare dall’ anas per averlo prima che parta la lottizzazione ed incentivare così i nuovi insediamenti, anche se ci riusciremo però, i lottizzanti dovranno comunque ridare i soldi al comune.

Rondina: Che tempi si prevedono perché il comune possa disporre di questi 9.000.000 di euro virtuali.

Cicoli: il PRG non da indicazioni sui tempi, si dovranno specificare in convenzione, la trattativa è in corso. Teniamo però conto che tutto quello che stiamo dicendo è basato su ipotesi, tutto il progetto è infatti subordinato all’ approvazione degli organismi provinciali, sia per il progetto Laghi3 ma anche per l’ intera variante generale al PRG, che a distanza di 1 anno dall’ approvazione in Consiglio Comunale, non ha ancora concluso il suo iter.

Massimo Rondina: siamo contenti di questo approccio nuovo, dimostrato anche da questa stessa serata, ove gli attori in campo si confrontano con i cittadini in una Consulta come questa, ma vorrei ricordare a tutti che in ogni caso va salvaguardata la sostenibilità economica.

Oggi comunque la lottizzazione è in stallo.

Per la gestione ed i monitoraggi successivi, dovrà essere istituito un ente gestore ambientale che oggi non c’è e che sarà a carico di chi aprirà le attività, non dai lottizzanti.

Per questo sono state predisposte dai lottizzanti e dal comune le Norme Tecniche Attuazione Ambientale. Il 100% degli edifici dovranno rispondere a requisiti di efficienza energetica, piano del colore, piano del verde, raccolte acque piovane, piano integrato energetico con un Manager Ambientale responbsabile, piano emergenze, piano monitoraggio, realizzazione consorzio di imprese. 

In queste N.T.A.A. sono previste anche regole stringenti per lo smaltimento rifiuti.

Introdotti anche 2 divieti non previsti nel PRG, esempio divieto di insediamento nel 60% dei lotti di attività pericolose di prima classe (esempio carrozzieri, industrie vernici, accumulatori), divieto di insediamento di industrie classificate a rischio rilevante di incendio, o produttrici di sostanze pericolose.

Lumachi: Questa limitazione è assurda, è sufficiente 1 sola azienda pericolosa per compromettere l’ equilibrio ambientale, non ha alcun senso stabilire una percentuale.

Cicoli: In ogni caso la legge non poneva limiti, quindi potenzialmente, l’ intera z.i. poteva essere oggetto di insediamenti pericolosi. Noi abbiamo voluto limitare tale possibilità. I presenti tengano conto che comunque le attività insalubri e pericolose sono già oggi regolamentate da leggi molto stringenti, e soggette a rigidi controlli.

Lumachi: non illudiamoci, i controlli non funzionano, come successo per la cava di Carrara.

Massimo Rondina: i presenti tengano anche conto che esiste un Piano Territoriale Provinciale avallato dalla Regione, che prevedeva una espansione produttiva di grosse dimensioni nella zona di Saltara.

Cicoli: a questo punto dovrebbe essere chiaro a tutti che un insediamento produttivo nella Laghi3, con tali e tanti standard di sostenibilità ambientale, costa all’ imprenditore il triplo di qualsiasi altra parte d’ italia, quindi non è sicuramente incentivante dal punto di vista economico, speriamo lo sia per portare qui da noi una classe imprenditoriale ricca oltre che di fondi anche di cultura e sensibilità civica ed ambientale.

Bellucci: cosa ci dite dell’ impatto sull’ ICI?

Cicoli: Fra ciò che incassiamo per le attuali aree scoperte, e ciò che incasseremo ad insediamenti realizzati, non ci sarà un sostanziale aumento, già i proprietari pagano molto solo come terreno fabbricabile.

Rondina: a quanto ammonta l’ attuale gettito ICI per i 27 ettari? Non si tratta forse di un mutuo acceso sulle teste delle nuove generazioni? Un incasso ed una operazione finanziaria virtuale costruita per un diritto a tutt’ oggi solo sulla carta?

Manocchi: non so quantificarlo con esattezza in questo momento, penso sia dell’ ordine di grandezza di quanto il comune sta pagando attualmente, come rata annuale di mutuo, per i recenti lavori di riqualificazione del centro di Calcinelli (piazza, ecc).

Rondina: la mia perplessità su tale area è sul numero di lavoratori che 27 ettari di terreno ricoperti da opifici e uffici, potrebbero ospitare. Tale numero di lavoratori, moltiplicato per 2 o per 3 (le relative famiglie) possono costituire un potenziale aumento di residenti, e conseguentemente di edilizia sia residenziale che scolastica insufficiente, di ulteriori autoveicoli circolanti e conseguente aggravamento dei problemi di traffico e di polveri sottili, di servizi come trasporti e mense scolastiche, nettezza urbana, ecc. in crisi. Il rischio è che questa espansione diventi un enorme affare per pochi, compresi gli imprenditori che avranno in appalto l’ eventuale nuovo svincolo (che comunque non risolverà i problemi di traffico del centro di Calcinelli), ed un enorme danno per tutti.

Mi rendo conto che questi problemi non sono materia del S.I.A. in discussione questa sera, ma della  VAS parte integrante della recente Variante Generale del PRG, spero che in tale studio, sia stato previsto come finanziare l’ enorme impatto sui servizi, di questa nuova zona industriale.

Cicoli: Io stesso sono perplesso, e queste problematiche mi danno molto da pensare e da riflettere, ma i diritti acquisiti non si possono toccare, quindi l’ unica cosa che si può fare è condividere il problema con estrema trasparenza e con il maggior numero di persone, e ne diamo dimostrazione in questa sede. E poi ciò che possiamo fare è cercare con la trattativa pubblico-privati, di ottenere quanto più possibile, in opere pubbliche e benefici per la collettività, a carico dei privati.

Resoconto non integrale della Consulta Ambientale di Saltara del 19 maggio

L’incontro ha avuto inizio con una presentazione dell’Assessore provinciale all’Ambiente Tarcisio Porto il quale ha chiesto se nella consulta ci fosse qualche rappresentante di associazioni ambientaliste.

Nessun rappresentante, tranne Cenerelli e Pietrelli, rappresentanti del movimento civico La Terza Via.

Tarcisio Porto chiede circa la situazione ambientale a Saltara. Cenerelli dice che, con la chiusura della Comunità Montana, c’è assolutamente la necessità di qualcuno esperto in botanica e ambiente visto che importanti decisioni quali verifica di salute e autorizzazione di abbattimento sono di fatto demandate al Sindaco.

Porto dice che attualmente la legislazione offre maggiore tutela verso gli alberi visto che, con l’abbattimento, deve esserci un rimpiazzo.
Cenerelli chiede se questo rimpiazzo può essere fatto anche in altro luogo rispetto alla collocazione dell’albero abbattuto: risposta affermativa.
Questo dimostra che la legge, di fatto non tutela le piante esistenti ma dà il via libera alla “deportazione” degli alberi in luoghi che non ostacolino lo sviluppo edilizio.

Il Geometra Ragaini fa menzione dell’iniziativa comunale che prevede la piantumazione di alberi ogni nuovo nato in comune.
Cenerelli, allora, chiede se, parallelamente, non avviene che venga abbattuto un albero ogni decesso avvenuto in comune… (risa…).

Gerard Birarelli, residente in località Belvedere, lamenta la mancanza da parte del Comune di una sensibilità ambientale che porti l’amministrazione ad appoggiare i volontari, disposti ad operare per la salvaguardia del verde, abbandonato all’incuria.
Cita il caso dell’abbattimento di alcune querce durante l’opera di edificazione del lotto e la propria esposizione con nome e cognome nella denuncia del fatto alle autorità competenti.

Pietrelli fa presente che La Terza Via ha proposto la costituzione di un’associazione che permetta di far lavorare, per il comune, cittadini in mobilità o senza lavoro, Cenerelli illustra dettagliatamente la cosa che viene apprezzata da Porto il quale conferma l’attuablità della stessa.

Viene poi affrontato il tema della tratta ferroviaria Fano-Urbino e della possibilità di realizzare una pista ciclabile.
Porto fa notare l’enorme spesa che comporterebbe la sua realizzazione, inoltre, la presenza di volontà divergenti di chi vorrebbe la pista ciclabile e di chi vorrebbe il ripristino della ferrovia.
Secondo la sua opinione, sarebbe buono invece realizzare una metropolitana di superficie.
Cenerelli chiede se, nell’attesa della realizzazione di questi progetti e a fronte dell’estremo degrado in cui versano le strutture ferroviarie nel centro di Calcinelli, sarebbe possibile che un’associazione di volontari si occupi della manutenzione ed in cambio possa disporre degli spazi (vecchia stazione) di proprietà FS.
Porto dice che la cosa è fattibile ed auspicabile e che è stata adottata anche in altri luoghi come, ad esempio, nella stazione di Urbino dove c’è un bar e vengono organizzate anche attività culturali.
L’affitto che chiedono le FFSS è irrisorio.

Fotovoltaico: Dalle parole e dalle documentazioni portate da Perlini, sembra che il Comune abbia abbandonato per ora il proposito di installare i pannelli solari su terreni.
I presenti prendono visione di una serie di preventivi di massima dell’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici del Comune (scuole, palestra, delegazione comunale…); Perlini intende inviare gli stessi per email ai componenti della Consulta, per un loro attento esame.
Porto rileva il gran numero di richieste arrivate in Provincia per l’installazione di grandi impianti fotovoltaici su terreni agricoli e fa notare come altre attività energetiche potrebbero aiutare l’agricoltura, attualmente in crisi, ad esempio la coltivazione di girasoli per farne olio combustibile.
Fa notare come sia basso il rendimento del grano e, per strane logiche europee, la Barilla, ad esempio, adopera grano coltivato in Turchia pur pagandolo di più.
Cenerelli esprime la propria opinione secondo cui l’agricoltura dovrebbe avere scopi alimentari e non si dovrebbero sottrarre terreni in grado di sfamare la gente per produrre energia o combustibili; dice che, pare, il disegno dell’Europa sia quello di privare l’Italia della propria autonomia alimentare demolendo scientificamente l’agricoltura, fa inoltre notare che, ad esempio, visto che l’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico viene pagata il doppio del valore al di fuori di ogni logica di mercato, si potrebbe ad esempio differenziare il corrispettivo offerto ai produttori pagando di più chi installa pannelli sui tetti e di meno chi invece sottrae terreni alla coltivazione alimentare.
Porto dice di aver sentito di queste teorie geopolitiche che non sono da escludere a priori.

Rifiuti: verranno piazzati cassonetti verdi per gli sfalci e potature di cui si distribuiranno chiavi agli utenti che ne faranno richiesta.
Cenerelli chiede perchè il Comune non dà a disposizione ad uso gratuito dei contenitori per farsi il compost da sè evitando così la spesa del servizio di raccolta dei cassonetti, Giuliani dice che già il Comune dà questi cassonetti, basta richiederli.
A fronte di un aumento della spesa per la raccolta dei rifiuti, si intende, a breve, eliminare i cassonetti dell’indifferenziata facendo la raccolta a porta a porta di certe categorie (umido e carta) e le isole ecologiche per le altre, verranno poi dati a disposizione delle ditte speciali cassonetti senza coperchio per la raccolta della carta e cartoni.
Si parla di incentivare il comportamento virtuoso di chi differenzia i rifiuti e qualcuno cita l’iniziativa di una multiservizi che regalava piantine ogni tot rifiuti differenziati consegnati direttamente nei centri di raccolta; Cenerelli propone, come incentivo, per chi porta personalmente i rifiuti ingombranti (televisori, lavatrici ecc.) ai centri raccolta, la consegna di un “pass” per poter accedere ai depositi (attualmente chiusi ai non addetti ai lavori) con l’autorizzazione a cercare ed eventualmente prelevare gratuitamente ciò che si ritiene utile (elettrodomestici, computers, mobili, ricambi) ma nella confusione la sua proposta cade nel vuoto.

Perlini ha poi parlato della lottizzazione Laghi3 e, Tarcisio Porto, ha chiesto se si è preso visione dei criteri di sostenibilità energetica che devono essere obbligatoriamente osservati nelle nuove lottizzazioni… dall’espressione del geometra Ragaini, sembra che la cosa non è stata del tutto approfondita e che lo sarà sicuramente al più presto.
Cenerelli allora, dice che la cosidetta Vallata del Metauro è in realtà una mega zona industriale che va da Fano a Sant’Angelo in Vado e che, l’unico atto sostenibile sarebbe quello di iniziare a smantellare i capannoni, bonificare i terreni e coltivarli.
Porto dice di essere d’accordo in linea di massima e rileva gli enormi costi di tali operazioni e del problema, nel futuro, di smaltire le macerie cementizie, nocive e inadatte per qualsiasi uso.

Visto che poi, è stato citato il Piano di Attività Estrattive, di competenza dell’Assessore all’Ambiente, Cenerelli l’ha messo a conoscenza della situazione di Calcinelli-Villanova, in cui, tempo fa, una ditta cavatrice si è presa la ghiaia dal fiume per trasportarla altrove e del paesaggio compromesso nel lato sud del Metauro in cui sono state create pozze di fango, sventramenti non più ripristinati, insomma, si è distrutto tutto quello che era il paesaggio creando anche scompensi idrogeologici.
Porto replica che purtroppo queste cose sono avvenute in passato ed anche di peggio, vedi l’eclatante caso della cava di Carrara… Insomma… son tutti d’accordo ma si continua imperterriti a costruire anche perchè, è stato ribadito, che una lottizzazione, una volta fatta, è come la Parola di Dio: immutabile.
Cenerelli dice di confidare ormai solo nella crisi di cui tutti parlano ma che tarda ad arrivare, quella vera.

Mense scolastiche: Perlini rende noto che l’Amministrazione si sta muovendo affinchè le mense scolastiche adoperino prodotti da agricoltura biologica, chilometro zero ecc. Hanno avuto un incontro con Andrea Busetto (Latte Montefeltro) che valuterà la realizzazione di un punto vendita di latte crudo a Calcinelli, iniziando magari con la vendita diretta a cadenza settimanale visti gli alti costi della gestione di un distributore automatico.
Cenerelli propone di farne installare uno al posto della fontana in piazza: la sua proposta è seria ma viene scambiata per una battuta.

A conclusione dell’incontro ci sono i saluti, Tarcisio Porto distribuisce alcuni suoi biglietti da visita esprimendo il desiderio di essere informato per qualsiasi attività ed iniziativa intraprese dalla Consulta Ambientale di Saltara.