Una delegazione dell’attivismo civico saltarese, si è recata alla sede del CIR33 a Iesi (www.cir33.it) il Consorzio Intercomunale Rifiuti 33, una realtà di eccellenza nella gestione del ciclo dei rifiuti, una realtà consortile ente di diritto pubblico, fra 33 comuni della valle del Misa e dell’Esino, nella provincia di Ancona.
L’incontro è stato promosso ed organizzato dal movimento civico “La Terza Via” con la collaborazione dell’associazione “LiberaMente” grazie alla disponibilità ed alla collaborazione dell’Ing.Ulissi del consorzio CIR33 stesso, per un confronto fra ciò che fa il loro consorzio ed il progetto che Aset S.p.A. ha recentemente proposto ai Comuni di Saltara e Montemaggiore, oltre che per valutare eventuali spazi di collaborazione.
Erano stati invitati tutti i presenti all’ultima riunione della consulta ambientale del Comune di Saltara, compresi Sindaco, Vicesindaco e consiglieri di minoranza di Saltara, ma erano invitati anche il sindaco di Montemaggiore e rappresentanti del consiglio comunale di Cartoceto.
Il vicesindaco di Saltara (nonché Presidente della stessa Consulta), il Sovrintendente de “La Terza Via”, un membro dell’associazione Liberamente (anche membro della suddetta Consulta) e un’attivista del Comune di Cartoceto iscritta a “La Terza Via”, sono stati ricevuti dallo stesso ing.Ulissi e dalla direttrice del consorzio dott.ssa Filonzi.
L’ing. Ulissi ha spiegato che il CIR33 è un organismo di programmazione e controllo, attivo dal 2003, che fa capo ad un bacino di circa 215.000 abitanti, istituito dalla provincia di Ancona, che ha stabilito il territorio ed i comuni di sua pertinenza. Si tratta di un ente pubblico a tutti gli effetti, come un comune, un consorzio di 33 comuni, fra i quali quelli delle sue tre maggiori città: Senigallia, Iesi e Fabriano.
La Regione Marche prevede al momento 5 Ambiti Territoriali Ottimali, uno per ciascuna Provincia, ma questi ATO provinciali al momento si occupano solo dell’acqua e non dei rifiuti, anche se è previsto che quanto prima se ne occupino.
Nella legislazione regionale attuale, è previsto che le province possono deliberare (ed imporre) l’istituzione di consorzi di comuni. Nelle Marche sono però stati istituiti solo 3 consorzi: la provincia di Ancona oltre al CIR33 ne ha istituito un secondo denominato “Conero Ambiente” comprendente Ancona e i comuni più a Sud della stessa provincia. La provincia di Macerata ha istituito un unico consorzio denominato COSMARI. Le altre province invece non hanno istituito consorzi, e sul fronte rifiuti ciascun comune ha affidato il servizio ad aziende esterne specializzate, a volte anche partecipate dai comuni stessi, attraverso contratti specifici.
Il CIR 33 fra i 3 consorzi suddetti non gestisce direttamente la raccolta, ma si affida a controparti esterne coordinandole, come detto svolge esclusivamente attività di programmazione e controllo.
Per i 17 maggiori comuni costituisce stazione appaltante, bandisce le gare, funge da garante, si occupa di formare e gestire gli ispettori ambientali.
In questi 17 comuni (quasi tutti oltre gli 8.000 abitanti) viene praticato il porta a porta integrale: una prima tipologia, quella dei rifiuti organici viene raccolta 2 volta a settimana (3 volte nei mesi estivi), mentre 1 volta a settimana vengono raccolte altre 4 tipologie: secco non riciclabile, carta e cartone, vetro, plastica e metalli. Plastica e metalli vengono poi separati a valle nel centro di raccolta, l’alluminio viene separato per magnetismo inverso e gli altri metalli manualmente.
Per i restanti 18 comuni più piccoli (fra i 3.000 e gli 8.000 abitanti), è il solo secco residuo che viene raccolto porta a porta, le altre 4 tipologie vengono raccolte con una “prossimità capillare”, ovvero delle isole ecologiche molto diffuse (una ogni 60 abitanti) con 5 contenitori non troppo grossi (fra i 240 e i 360 litri) per le 4 diverse tipologie. Alcuni di questi comuni stanno però passando anch’essi al porta a porta integrale perchè il sistema della “prossimità capillare” si è dimostrato poco efficace producendo rifiuti di scarsa qualità, sull’organico ad esempio si evidenziavano impurità anche fino al 20%, con conseguenti problemi causati agli impianti di compostaggio.
In definitiva quindi, il sistema adottato può essere più o meno funzionale essenzialmente ad obbiettivi di qualità del rifiuto, mentre per la quantità è sufficiente differenziare le 5 tipologie suddette e già ci sono buone probabilità di raggiungere in tempi ragionevoli la soglia fissata per legge del 65%.
Va detto che, per il momento, non vi sono indicazioni legislative che obbligano a rispettare percentuali di ricuperabilità mentre la qualità potrebbe invece essere determinata proprio da questo parametro. Di fatto quindi gli obbiettivi imposti dalla legge sono solo in termini di quantità.
Ad esempio se un comune raccoglie in maniera differenziata il 75% dei rifiuti, ma poi su questi rifiuti esiste un’impurità del 20%,, ovvero ulteriore scarto che va in discarica, ecco che quel 75% (a prima vista virtuoso) si ridurrebbe al 60% ovvero al di sotto della soglia di legge, che come detto pretende invece il risultato minimo del 65% ma “lordo”.
Per tutte le altre tipologie di rifiuti, il consorzio mette a disposizione le cosiddette Stazioni Ecologiche (o Centri Ambientali). La loro diffusione è abbastanza diffusa nel territorio dei 33 comuni, anche se non ce ne sono in tutti i comuni. Sicuramente ce né una in ognuno dei comuni più grandi. Qui, oltre a tutte le altre tipologie minori (oli, gomme, ecc.) vengono raccolte le altre 3 tipologie principali: il verde, gli ingombranti, i rifiuti RAE (Apparecchiature elettriche ed elettroniche). Queste 3 tipologie vengono anche raccolte a domicilio dietro appuntamento, ma con limiti ben definiti, ad esempio gli ingombranti in numero non superiore a 3.
Il vicesindaco di Saltara ha spiegato che il comune di Saltara fin dal 2004, negli anni, ha stipulato con Aset S.p.A. diversi contratti per diverse tipologie di servizio (raccolta stradale, isole ecologiche, raccolta del verde, raccolta per utenze non domestiche) ed ognuno di questi ha scadenze diverse spesso molto avanti nel tempo.
Il sovrintendente de “La Terza Via” chiede che implicazioni potrebbero esserci dal punto di vista legislativo e contrattuale nel caso si volesse rescindere anticipatamente uno o più di questi contratti, e fino a che punto il Comune è libero di indire una gara per un nuovo servizio di raccolta differenziata o addirittura rescinderli tutti e mettere a gara tutta la nuova gestione dei rifiuti.
Il presidente della Consulta Ambientale afferma che un paio di comuni della nostra provincia nelle stesse condizioni di Saltara hanno rescisso i contratti con il gestore e indetto la gara di appalto, un altro ha richiesto un servizio particolare diverso da quello standard che Aset propone ai comuni del comprensorio.
La Dott.ssa Filonzi risponde che probabilmente nei contratti di cui sopra vi sono previste penali per la rescissione, quindi occorre valutare attentamente se ci sono e quanto siano pesanti.
Naturalmente nel caso di indizione di nuova gara, il vecchio gestore dovrebbe essere messo in condizione di partecipare, e nel caso rivincesse la gara potrebbe anche rinunciare ad incassare le penali, diverso sarebbe se non rivincesse, perché il comune a quel punto dovrebbe sostenere l’onere aggiuntivo del pagamento di tali penali.
Comunque va tenuto conto che vi è una certa confusione legislativa e conflitti fra le normative regionali, statati ed europee.
La legge regionale prevede che gli attuali gestori del servizio rifiuti devono portare avanti i loro compiti contrattuali “in proroga” (quindi con stesso importo e stessa modalità) finche gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) le cui competenze saranno estese ai rifiuti oltre che all’acqua, non prenderanno in carico la questione e faranno loro eventualmente nuove gare d’appalto.
Questo di fatto ostacola l’osservanza della norma europea che obbliga a raggiungere il 65% di raccolta differenziata, la cui scadenza prevista è prevista anteriormente all’attivazione sul versante rifiuti degli ATO. Risulta infatti evidente che per raggiungere tale obbiettivo è necessario attivare e progettare nuovi servizi, non andare in “proroga” agli esistenti.
La situazione viene ancor più ingarbugliata da una recente legge dello stato che addirittura impone la chiusura degli ATO.
Il Sovrintendente de “La Terza Via” sulla base di quanto detto e prendendo atto che un comune come Saltara, in altra provincia, non può essere integrato organicamente ed istituzionalmente al consorzio CIR33, chiede se il CIR33 può fornire al comune di Saltara, qualora gli amministratori lo volessero, dei servizi di consulenza.
Ad esempio propone, e chiede se, istituzionalmente e funzionalmente, fosse possibile avere da CIR33 supporto su quanto segue:
1) Analisi approfondita dei 2 progetti già presentati da Aset S.p.A. al Comune di Saltara e consigli/proposte per il loro miglioramento e per valutarne l’aspetto economico (visto che in mancanza di gara e senza possibilità di confronto con un concorrente, i prezzi dei vari servizi sono fissati dalla posizione dominante di fornitore unico). In pratica una perizia costruttiva di ente specializzato nel settore, terzo, pubblico, esperto, senza alcun conflitto di interesse visto che istituzionalmente non può essere un concorrente di Aset, a garanzia della buona scelta che il consiglio comunale dovrà frare al momento di approvare uno di questi progetti.
2) Eventuale stesura di un nuovo progetto da sottoporre e far quantificare ad Aset in termini di costi
3) Progetto di informazione e formazione ai cittadini quando il servizio partirà
4) Eventuali campagne informative o di sensibilizzazione
5) Eventuale servizio di controllo (ispettori ambientali).
La dott.ssa Filonzi risponde che sono tutte cose che rientrano nelle competenze del CIR33 e che sono poi servizi che il consorzio svolge per i propri comuni affiliati. Compatibilmente con il tempo a disposizione e senza penalizzare le attività in corso per i propri consorziati (ad esempio in questo momento un’importante gara europea), questo può avvenire anche per altri enti, anche fuori provincia, sulla base di precise convenzioni o incarichi di consulenza.
Il Vicesindaco, esprime il suo interesse per la valutazione da parte del CIR33 dei progetti Aset.